Telecom, Tavaroli e le accuse al legale e al pm Greco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2015 14:24 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 14:24
L'articolo del Corriere della Sera

L’articolo del Corriere della Sera

ROMA – “Colpiscono ancora – scrive Luigi Ferrarella del Corriere della Sera –  stavolta dentro la Procura di Milano, le mine giudiziarie attorno al dossieraggio illecito praticato dalla Security Telecom-Pirelli di Giuliano Tavaroli negli anni in cui a controllare entrambe le società era Marco Tronchetti Provera. E così, dopo il patteggiamento nel 2009 a 4 anni di Tavaroli per un cumulo di reati, e dopo la condanna di Tronchetti in primo grado nel 2013 a 1 anno e 8 mesi per ricettazione dei files informatici rubati nel 2004 dal team di Tavaroli all’agenzia investigativa Kroll scatenata contro Tronchetti in Brasile dai rivali sudamericani Cico e Dantas), ora quest’ultima vicenda colpisce due degli avvocati più vicini a Tronchetti: l’ex capo degli affari legali del gruppo, Francesco Chiappetta, oggi supervisore in Pirelli delle funzioni di governance, 8° manager più pagato d’Italia nel 2011 con 6,8 milioni, cattedra di diritto societario alla Luiss; e Francesco Mucciarelli, tra i più stimati penalisti italiani, docente in Bocconi e riferimento per il diritto dell’economia”.

L’articolo di Luigi Ferrarella:  Il 5 febbraio, giorno dell’udienza disciplinare al Csm sfociata il 10 febbraio nel trasferimento d’urgenza del procuratore aggiunto Alfredo Robledo per i suoi ritenuti rapporti con l’avvocato della Lega Domenico Aiello, i due legali hanno ricevuto da Robledo l’«avviso di conclusione delle indagini» nell’ipotesi di aver reso «falsa testimonianza» quando il 19 giugno 2013 deposero come testi nel processo a Tronchetti (di cui l’Appello, fissato dalla Corte a prescrizione già maturata, sarà tra due mesi). L’accusa è aver negato che, nella riunione del 2004 presente anche Tavaroli, fosse stato esplicitamente detto a Tronchetti che i files comprovanti gli illeciti di Kroll anti Tronchetti provenivano però a loro volta da un reato informatico ai danni della Kroll; e di aver negato che tutti avessero approvato il trucco di Tavaroli per rendere processualmente utilizzabile in denunce in Brasile e Italia il contenuto illecito di quel cd, e cioè fingere di farlo arrivare dal Brasile in una busta anonima alla segreteria di Tronchetti (…)
A seconda di quale scenario si privilegi, almeno 5 possono essere le letture delle parole di Tavaroli, sinora mai rese nei tanti interrogatori dal 2006. La prima: Tavaroli dice il vero e quindi la Procura ha per anni preventivamente protetto le aziende rappresentate da un avvocato. La seconda: Tavaroli dice il falso e quindi sta calunniando il pm Greco e l’avvocato Mucciarelli (con cui ebbe attriti). La terza: Robledo deposita questi atti (sui rapporti di Greco con un avvocato) alla vigilia del disciplinare che lo punisce per i suoi rapporti con un avvocato. La quarta: è Chiappetta che nel gennaio 2014 coinvolge (senza il nome fatto poi da Tavaroli) la Procura, e lo fa in chiave sia autodifensiva, sia difensiva di Tronchetti nel futuro Appello. La quinta: è Tavaroli che si inserisce negli attriti tra i pm Robledo e Greco, prospettando all’uno ciò che nuoce all’altro. Nel ribadire «totalmente infondate» le accuse di «un soggetto non credibile» a Mucciarelli, il suo difensore Francesco Arata aggiunge: «Ciò che colpisce, e pare trovare spiegazione in esigenze estranee a quelle istruttorie, è la formulazione di domande in relazione a fatti senza alcuna attinenza, oltretutto ricostruiti da Tavaroli in modo storicamente falso come sarà facile dimostrare».