Tex nuova serie: con Repubblica sogni di un mondo dove il Bene vince sempre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 18:50 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 18:51
Tex nuova serie: con Repubblica sogni di un mondo dove il Bene vince sempre

Tex nuova serie

ROMA – Tex torna in edicola. O meglio ci resta, dopo una bellissima serie estiva di storie avvincenti e illustrazioni da antologia.
Da giovedì 2 ottobre 2014 sara possibile comprare in edicola i nuovi fascicoli della Collezione storica a colori di Repubblica.

Sorprende un po’ l’annuncio di una cosa che già c’è ma quel che conta è il fatto che i fan di Tex avranno il loro giovedì mattina di fuga dal triste mondo che Repubblica gli porta in casa in un mondo dove il bene alla fine vince sempre e la giustizia è sostanza e verità.

L’annuncio della nuova serie di Tex è lanciato da Luca Raffaelli con un articolo che sembra ricalcare il ritmo del fumetto e, a parte l’incongruenza iniziale, perché dice che Tex si avvicina ma non dice a cosa e la prima impressione che sia ancora fuori mentre è già dentro, per il resto è molto godibile.

Tex si avvicina a passo spedito all’interno di Fort Concho, nel Texas.
Cammina a passo svelto, sa già che dovrà dare una micidiale strapazzata al Maggiore Newman, uno di quegli uomini che porta i gradi sulle spalle o perché inetto o perché corrotto. I casi sono due e non si scappa.
È questo l’inizio dell’episodio che fa ripartire la “Collezione storica a colori di Repubblica ”.

Siamo arrivati al volume 240 e l’episodio è scritto da Gianfranco Manfredi e disegnato da Giovanni Ticci: Manfredi ha fatto di tutto nella vita (cantautore, attore, sceneggiatore per il cinema, romanziere, mentre come fumettista ha creato “Magico Vento” e tra poco uscirà la sua nuova creazione bonelliana “Adam Wild”).
Giovanni Ticci, dopo aver superato i settant’anni, continua a stupire con la modernità del suo segno, espressivo e dinamico.

In queste pagine il povero Maggiore verrà massacrato da un Tex che, ospite del suo ufficio, non accetta di sedersi, non accetta il liquore che gli viene offerto, perché non è il caso di offrire alcuna confidenza a chi sta sbagliando mettendo a repentaglio la vita dei suoi uomini.

Come conseguenza dei suoi errori un ufficiale è stato radiato e altri uomini lo hanno seguito, creando una banda criminale piuttosto insolita.
Tex non se ne dà pace: la situazione è stata gestita male, malissimo. Per farglielo capire Tex tira fuori una delle sue frasi storiche, quando spiega a Newman che «un ranger non serve la legge. È la legge».

Riparte nel migliore dei modi la collana che per la prima volta ha fatto conoscere tutto il Tex a colori.
Un successo partito nel 2007 con le prime avventure dell’eroe più popolare d’Italia, quando era pubblicato nel 1948 nel celebre formato a striscia, quando era un fuorilegge e non un ranger e quando ancora doveva incontrare gli altri suoi pards, cioè i compagni d’avventura: Kit Carson, detto anche “Capelli d’Argento” solo perché è un uomo ormai maturo, il figlio Kit Willer (nato dall’amore con l’indiana Navajo Lilyth) e Tiger Jack, anche lui Navajo, tra tutti il meno ciarliero ma come gli altri agile e coraggioso. Li vedremo tutti e quattro insieme già in questo 240mo volume, “Caccia ai diser- tori”, quando, dopo la fine di “Sei divise nella polvere” (l’episodio di cui abbiamo detto) inizierà “I trappers di Yellowstone”, scritto da Mauro Boselli e disegnato da Alessandro Piccinelli, ambientato nel celebre parco degli Stati Uniti che occupa una larga parte delle Montagne Rocciose.

Come accade talvolta nella avventure texiane qui la trama di fantasia si collega alla Storia. Non solo gli indiani sono tratteggiati tenendo conto delle peculiarità di ogni diversa etnia e tribù, ma qui appaiono anche due figure storiche realmente esistite. Sono Nathaniel Pitt Langford, tra i componenti della spedizione che nel 1870 esplorò una parte dello Yellowstone, e Harry Yount, militare, trapper ed esploratore, che per primo venne impiegato nel parco come guardiacaccia. Il destino di Tex è quello di creare una possibile via di pace tra pellerossa e bianchi, corrotti dall’avidità di denaro e dal potere. A volte per riuscirci servono le maniere forti: ma l’importante è che alla fine la battaglia sia vinta e la speranza ancora viva. E poi? Poi ci si rimbocca le maniche e si ricomincia con una nuova avventura.