Tim e Vodafone, servizi recall a pagamento: i Garanti chiedono trasparenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Agosto 2014 18:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2014 18:42
Tim e Vodafone, servizi recall a pagamento: i Garanti chiedono trasparenza

Tim e Vodafone, servizi recall a pagamento: i Garanti chiedono trasparenza

ROMA – Avviso di chiamata ricevuta e persa perché avevi il telefono spento o occupato. Avviso che ti dice che la persona chiamata è di nuovo raggiungibile. Questi servizi Tim e Vodafone li hanno sempre offerti gratis, fino a pochi giorni fa. Ma ora che il servizio è a pagamento i garanti AgCom e Antitrust chiedono maggior trasparenza. Quel servizio accessorio (“LoSai” e “ChiamaOra” di Tim e “Chiamami” e “Recall” di Vodafone) costa ora 6 centesimi al giorno per Vodafone, 1,90 euro ogni 4 mesi per Tim.  Ecco cosa spiega Aldo Fontanarosa su Repubblica:

La Tim prende 1,98 euro ogni 4 mesi ai clienti con prepagata; e 96 centesimi a bolletta agli abbonati (che, però, saranno esentati fino al 31 ottobre). Per addolcire la pillola, l’operatore lancia un’opzione in più. Il tuo cellulare, in pratica, può richiamare in automatico la persona tornata disponibile. Davvero bello. Ma se tutte queste diavolerie non mi interessano più, ora che le pago? La disdetta si può fare gratis al 40920 della Tim seguendo le istruzioni della voce guida. Vodafone invece vuole 6 centesimi ogni 24 ore, ma solo nelle giornate di effettivo utilizzo del servizio. La somma è richiesta ai clienti ricaricabili privati (mentre sono esclusi gli abbonati privati). La società permette di disattivare il “Chiamami”. Ma bisognerà entrare nell’area 190-fai-da-te del sito vodafone.it, dopo la registrazione. La disattivazione per “Recall” è possibile sia nella sezione 190-fai-da-te sia attraverso il numero gratuito 42070.

La fuga è già iniziata? L’operatore inglese avrebbe subìto rinunce molto contenute, inferiori al 2 per cento. Dunque, Tim e Vodafone dicono ormai molto su questi servizi, sui costi, le condizioni, le vie di uscita, attraverso Internet. Ma il merito è anche del Garante delle Comunicazioni che ha voluto ben in vista, sulla prima pagina dei loro siti, tutte le notizie sull’operazione; e nuove inserzioni sui quotidiani nazionali. Infine gli sms in arrivo indicano meglio che ora paghiamo e quanto. Adesso non resta che convincere l’Antitrust che, dal 7 agosto, sta indagando sul caso. Tim e Vodafone – spiega questo secondo Garante – hanno forse violato il Codice del consumo che impone il «consenso espresso del consumatore» quando si passa dalla gratuità al pagamento. «Le condotte delle due aziende potrebbero dare luogo a forniture non richieste », continua l’Antitrust. Inoltre, il messaggio inviato da Vodafone ai consumatori (il primo) rischia di «presentare profili di ingannevolezza in merito ai reali costi del servizio».