Timbrano e poi vanno via. Arrestati dirigenti Pd e Idv, Peppe Rinaldi su Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 12:22 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 12:22
Timbrano e poi vanno via. Arrestati dirigenti Pd e Idv, Peppe Rinaldi su Libero

Timbrano e poi vanno via. Arrestati dirigenti Pd e Idv, Peppe Rinaldi su Libero

ROMA – “Timbrano e poi vanno via Arrestati dirigenti Pd e Idv” titola Libero, ” La democratica Speranza doveva lavorare all’Asl e invece era nel suo studio privato. L’assessore Savarese tornava direttamente a casa”.

L’articolo di Peppe Rinaldi:

Presi con le mani nel sacco si son visti ammanettare senza troppi imbarazzi da colleghi della funzione pubblica, cioè i carabinieri, che a differenza loro guadagnano stipendi molto più bassi per non dire dei controlli cui sono sottoposti. Tra gli arrestati figurano due nomi che attirano l’attenzione più di altri, non foss’altro per la storiella famosa dei moralisti senza morale: uno è quello di Gerardina Speranza, ginecologo, dirigente Asl di prima fascia (circa 100mila euro annui solo di emolumenti pubblici) che avrebbe dovuto essere in ambulatorio e invece si trovava nel suo studio privato al Vomero, quartiere bene di Napoli. Ma tu guarda la coincidenza. L’altro è quello di Maurizio Savarese, di San Giorgio a Cremano che medico non è bensì un ordinario dipendente dello Stato con garanzie, obblighi e stipendio del caso. Ma cos’hanno i due di particolare? Il medico è una dirigente del Partito Democratico eletta nell’ultima tornata nell’Assem – blea nazionale in una lista di sostegno per Gianni Cuperlo.Originaria della provincia di Salerno, la Speranza è stata anche segretario di sezione del Pd di Arzano, candidata alle «Parlamentarie », consigliere comunale ed assessore, candidata al consiglio provinciale di Napoli. Figura molto conosciuta nell’am – biente per l’impegno a favore dei malati di tumore attraverso una onlus da lei stessa fondata, si è lasciata ammanettare senza profferir parola. Ieri mattina è comparsa insieme agli altri cinque arrestati, dinanzi al giudice per la direttissima dopo una notte trascorsa ai domiciliari. Gli mancano le certificazioni di legge, non ci sono, pare non ci siano mai state: eppure incassa da circa 30 anni 4 milioni di euro annui dalla Regione Campania per curare e riabilitare i disabili. Parliamo del centro “Ises”di Eboli (Sa), centro medico incastonato all’in – terno di una palazzina per civili abitazioni dove vivono famiglie normali (è vietato dalla legge), ribattezzato in loco «clinica del Pd» per via della folta presenza, tra dipendenti e amministratori, di madri, sorelle, fratelli, cognati, cugini di esponenti politici ed istituzionali del partito degli onesti. Lo stesso sindaco ebolitano, Martino Melchionda, ovviamente Pd, ne è stato amministratore per 10 anni. Ora il caso sta per farsi rognoso, rischiando di creare imbarazzi anche al nuovo manager, Antonio Squillante, in «quota» Fratelli d’Italia. Dall’Asl di Salerno si preparerebbero a rinnovare la convenzione, cosa tecnicamente impossibile viste le condizioni della struttura. Si vedrà. PE.RIN. Inutile dire che il segretario provinciale del Pd napoletano, Carpentieri, alla notizia ha inserito il solito gettone nel juke-box: «Abbiamo fiducia nella magistratura » e bla bla bla. Savarese invece è ancora più in linea con il «fate come dico ma non fate come faccio»: è assessore comunale a San Giorgio in quota Centro Democratico che, per chi non lo sapesse, è una sorta di casa di riposo per alcuni reduci dell’Idv e di altre formazioni minori, tra cui quella dell’onnipresente Bruno Tabacci. Braccio destro di Nello Formisano ai tempi italovaloristi, a sua volta ex fedelissimo di Di Pietro prima della rovina, Savarese ha mostrato ai carabinieri il permesso per uscire dall’ufficio per recarsi in banca a depositare il contante dei ticket sanitari (sulla cui curva forse inciderà un certo assenteismo) pagati dall’utenza. E dunque? «Sono andato in banca, solo che c’era troppa fila e sono uscito». È tornato al lavoro, allora? «No, sono andato a casa mia». Semplice, no? Intanto il giudice s’è dichiarato incompetente e ha rimandato tutto alla procura ordinaria per le valutazioni conseguenti: il che non lascia presagire nulla di buono per gli arrestati.