Tirreno Power, dossier: “Claudio Burlando cercò di sbugiardare i pm”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 13:44 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 13:44
Tirreno Power, dossier: "Claudio Burlando cercò di sbugiardare i pm"

Claudio Burlando (Foto LaPresse)

SAVONA – Il governatore della Regione Liguria Claudio Burlando cercò di delegittimare e sbugiardare le inchieste della Procura di Savona sulla Tirreno Power. Questo il contenuto di un dossier redatto da due medici dell’Ist di San Martino in contatto con i vertici della Regione in mano ai pm, scrive il Secolo XIX.

Nel documento, scrivono M. Grasso e M. Menduni sul Secolo XIX, ci sarebbero le prove che la Regione chiese ai medici di “smontare” la perizia che attribuisce ai fumi della centrale Tirreno Power di Vado Ligure migliaia di morti:

“C’è un documento che fa paura, un dossier che manda all’aria qualsiasi tentativo di «adoperarsi per salvare i posti di lavoro». È la perizia che accusa i fumi della centrale Tirreno Power di Vado di aver provocato migliaia di morti. Ecco perchè quello studio va contrastato a ogni costo. Nelle parole degli inquirenti questo proposito, attuato dai rappresentanti della Regione Liguria, l’ente che avrebbe dovuto vigilare su inquinamento e salute, è spiegato in un capitolo dell’inchiesta dal titolo eloquente: «Tentativi di delegittimazione della consulenza tecnica epidemiologica-ambientale».

L’inchiesta giudiziaria non piace alla politica, locale e nazionale, e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico non ci girano troppo intorno: «Durante tutta l’attività di indagine si sono registrati diversi tentativi di delegittimare la consulenza epidemiologica commissionata dalla Procura di Savona».

L’obiettivo è chiaro: «Minimizzare qualsiasi dato che, anche indirettamente, sia coerente con quanto accertato dalla consulenza epidemiologica come ad esempio il riferimento all’eccesso di mortalità rilevato dai dati Istat per malattie cardiorespiratorie connesse alle caratteristiche di una centrale elettrica».

Conclusioni che, se fossero provate, manderebbero all’aria la grande manovra, secondo gli inquirenti spinta da Roma con l’appoggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e dal ministro dell’Economia Federica Guidi, di elaborare una leggina ad hoc («una porcata», per dirla con le parole di due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) per favorire Tirreno Power e «mantenere i livelli occupazionali»”.