Tito Boeri, alla Camera la maggioranza chiede chiarimenti: “Non ha requisiti per guidare l’Inps”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2015 13:08 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 13:08
L'articolo di Enrico Marro

L’articolo di Enrico Marro

ROMA – Un percorso ad ostacoli quello di Tito Boeri verso la presidenza dell’Inps.  In commissione Lavoro alla Camera, come riporta Enrico Marro del Corriere della Sera, il relatore di maggioranza, Sergio Pizzolante (Area popolare), ha proposto un documento dove, pur esprimendo “un giudizio complessivamente positivo sul profilo accademico della nomina proposta”, si osserva che da esso non risulta “una specifica capacità manageriale e una qualificata esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti al settore operativo dell’ente”, requisiti entrambi richiesti dal decreto legislativo 479 del 1994 che disciplina la nomina del presidente dell’Inps.

Che la nomina di Boeri – scrive Enrico Marro – sarebbe stata accolta con un moto di resistenza nel palazzone dell’Eur sede dell’Inps e nei palazzi della politica non era difficile prevederlo. Innanzitutto per le modalità con le quali avvenne. Così a sorpresa che lo stesso Poletti, non seppe nulla fino all’ultimo della decisione del presidente del Consiglio di cambiare in corsa il vertice dell’istituto di previdenza. Un fulmine a ciel sereno per Poletti che credeva archiviata la pratica con la nomina, appena due mesi prima, di un commissario straordinario del peso di Tiziano Treu, grande giuslavorista, più volte ministro ed ex parlamentare del Pd. Commissario che non solo Poletti ma un po’ tutti davano per scontato sarebbe poi diventato presidente dell’Inps con l’attesa riforma della governance. E invece Renzi, con una mossa delle sue, sparigliò, puntando sul 56enne economista milanese, estraneo a quel giro romano di potere sindacal-governativo che ha sempre gestito l’istituto. Poletti non solo ci rimase di stucco, ma ci fece una brutta figura. E adesso gli tocca pure sbrogliare la matassa (…) Treu, infine, che anche lui seppe solo a cose fatte, e non da Renzi, del ribaltone che lo riguardava,aspetta il perfezionarsi della nomina di Boeri. Che forse il premier avrebbe potuto preparare meglio.