Tosi Meccanica, Il Fatto: “Così Zanonato ‘sbriciola’ un’azienda”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2014 11:01 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2014 11:01
 Franco Tosi Meccanica, Il Fatto: "Così Zanonato 'sbriciola' un'azienda"

Flavio Zanonato (LaPresse)

ROMA – Una fabbrica a rischio chiusura, un esposto da parte del sindacato, una vicenda che lascia “sconcertati” gli imprenditori. Potrebbe essere l’ultimo lascito del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, il cui ministero è duramente chiamato in causa da Fiom, Fim e Uilm, autori di un esposto alla Procura di Milano per la vicenda della Franco Tosi Meccanica.

La storica azienda messa in amministrazione straordinaria, potrebbe chiudere, secondo Fim, Fiom e Uilm, a cause “delle scelte operate dal commissario straordinario, Andrea Lolli”, nominato dal ministero che, sentito dal Fatto , dice di “non avere nulla da dichiarare”. Eppure in gioco c’è, dicono i sindacati, “la sopravvivenza della storica fabbrica”.

Scrive Salvatore Cannavò sul Fatto Quotidiano:

STIAMO PARLANDO di uno dei tesori dell’ingegneria italiana, settore turbine a vapore e idroelettriche, conosciuta in tutto il mondo – una turbina Franco Tosi esiste alle cascate del Niagara dal 1895. Finita agli indiani di Gammon nel 2008 viene portata allo stato di insolvenza e quindi all’amministrazione straordinaria. Da qui, inizia un’avventura che riguarda 406 dipendenti e un grande patrimonio.

Il Commissario giudiziale, Gian Paolo Barazzoni, nominato dal Tribunale, bandisce ad agosto 2013 una gara internazionale per l’immediato affitto dell’azienda con l’obiettivo di salvaguardarne la continuità e di selezionare i futuri acquirenti. Dei quattro concorrenti che si presentano solo due hanno i requisiti adatti, la Termomeccanica e l’indiana Patel che, di fatto, è pilotata dalla proprietaria Gammon. Il lavoro fatto da Barazzoni, però, si interrompe al termine del suo mandato (come previsto dalla legge) e a ottobre il ministero nomina il commissario straordinario, Andrea Lolli. E qui c’è il primo passaggio che non piace ai sindacati. Lolli, infatti, ha il classico curriculum “ex comunista”, già sindaco di Bazzano (Bologna) assessore all’ambiente della provincia di Bologna, amministratore di aziende pubbliche come Acoser -Bologna, è stato anche commissario straordinario nel consorzio Gaia di Colleferro dove è risultato imputato in un processo in corso a Velletri. Come primo atto Lolli nomina due dirigenti di sua fiducia, nonostante la Franco Tosi ne possieda diversi, e mette da parte l’ipotesi dell’affitto.

NEL FRATTEMPO le due società concorrenti, Termomeccanica e Patel, trovano un’intesa per l’affitto congiunto della Franco Tosi di cui discutono, lo scorso 14 gennaio, in una riunione al Ministero, presente il sottosegretario De Vincenti. In quell’occasione, però, le due società si lamentano per “l’inutile trascorrere del tempo”. Quando, “dopo complessi e non facili negoziati”, le due società ottengono un incontro al Mise, il 6 febbraio, “per comunicare di aver raggiunto un accordo di ‘non belligeranza’”. il sottosegretario De Vincenti non si presenta perché “trattenuto in Parlamento”. Il giorno dopo, però, il Mise invia una lettera in cui comunica “il tempestivo avvio della procedura di vendita senza passare per l’affitto”. La Termomeccanica si dice “sconcertata”. I sindacati sono esterrefatti. Si passa alla vendita ma non si sa in che tempi e questo pregiudica il futuro dei lavoratori. La vendita, infatti, sarà rallentata dalle procedure previste dalla “legge Prodi ” che richiedono l’autorizzazione Ue, quindi circa tre-quattro mesi. La chiusura della fabbrica ne inficierà il valore così come anche la causa presente in Cassazione sulla proprietà del marchio Franco Tosi rivendicato dagli antichi proprietari. Il rischio è il solito spezzatino, anzi, come dicono i sindacati, “lo sbriciolamento” dell’azienda “già cominciato al di là delle belle parole e delle promesse di facciata” (…)