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Trascrizione nozze gay verso l’annullamento, il caso finirà in tribunale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2014 11:25 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2014 11:25
Trascrizione nozze gay verso l’annullamento, il caso finirà in tribunale

Trascrizione nozze gay verso l’annullamento, il caso finirà in tribunale (foto LaPresse)

ROMA – La battaglia tra Prefettura e Campidoglio sulla trascrizione delle sedici nozze gay contratte all’estero è destinata a finire nelle aule dei tribunali. Che potrebbero essere civili, come amministrativi. Giuseppe Pecoraro, dopo aver intimato con una lettera il sindaco Ignazio Marino ad annullare le sedici registrazioni effettuate sabato scorso nella sala della Protomoteca, va avanti muovendosi su più fronti.

Scrive Simone Canettieri sul Messaggero:

Giuseppe Pecoraro il 23 ottobre ha spedito in Comune due viceprefetti donna, Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi ed Enza Caporali, per quella che tecnicamente si chiama «una verificazione straordinaria».

Le due dirigenti di Palazzo Valentini hanno trascorso più di cinque ore negli uffici del settore Anagrafe per passare in rassegna tutte le carte delle sedici coppie gay (undici uomini e cinque donne) trascritte dal primo cittadino. Il quale verso l’ora di pranzo, stizzito dal perdurare della visita dei due viceprefetti, si è concesso una battuta con il suo staff: «Forse dovremmo mandare loro dei viveri…».

Dal punto di vista ufficiale, invece, Marino ha scritto una lettera a Pecoraro nella quale gli ribadisce che «il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero non è inesistente e non costituisce minaccia per l’ordine pubblico». Quindi la non trascrizione sarebbe «un atto palesemente discriminatorio, che viola l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea». Il prefetto come detto va avanti. E ha fatto partire tutte le procedure tecniche che porteranno all’annullamento delle registrazioni. Che per essere cancellate avranno bisogno della ratifica di un funzionario comunale, sempre che Marino – ipotesi improbabile – ritorni sui propri passi. Pecoraro, va ricordato, sta facendo rispettare una circolare emanata dal ministero degli Interni. E quindi l’iter sembra segnato. Discorso diverso riguarda i possibili ricorsi delle coppie. «In questo caso l’ultima parola – dice Michele Tamponi, docente di diritto alla Luiss – è molto probabile che sia del tribunale civile, che ha competenza sullo stato civile dei cittadini, a doversi esprimere. Ma non escludo che qualcuno si rivolga anche al Tar contro il provvedimento amministrativo che annulla tutto. Mi sembra più arduo – conclude il professore universitario – il coinvolgimento di Strasburgo perché la Carta di Nizza fa riferimento alle leggi in vigore nei singoli Stati membri. E, come si sa, l’Italia non si è ancora regolamentata in materia. Di sicuro essendo la prima volta che accade un caso del genere gli scenari sono tutti aperti».