Trattativa Stato-mafia. Il Quirinale solleva il conflitto di attribuzione. Crisi, spread alle stelle

Pubblicato il 17 luglio 2012 9:17 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2012 9:23
La prima pagina de Il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera

Trattativa Stato-mafia. Continua il conflitto istituzionale tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i pm di Palermo. Il Corriere della Sera: “Giorgio Napolitano, intercettato al telefono con Nicola Mancino, ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di sollevare davanti alla Consulta un conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo. La Procura replica: ascolto e registrazione legittimi.”

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Le istituzioni e le persone. Editoriale di Michele Ainis, costituzionalista e professore ordinario di Roma III:

“Un conflitto di attribuzioni non è una guerra nucleare. Serve a delimitare il perimetro dei poteri dello Stato, a restituire chiarezza sulle loro competenze. E la democrazia non deve aver paura dei conflitti: meglio portarli allo scoperto, che nascondere la polvere sotto i tappeti. Sono semmai le dittature a governare distribuendo sedativi. Eppure c’è un che d’eccezionale nel contenzioso aperto da Napolitano contro la Procura di Palermo. Perché esiste un solo precedente, quello innescato da Ciampi nel 2005 circa il potere di grazia. Perché stavolta il capo dello Stato — a differenza del suo predecessore — rischia d’incassare il verdetto della Consulta mentre è ancora in carica, sicché sta mettendo in gioco tutto il suo prestigio. Perché infine il conflitto investe il ruolo stesso della presidenza della Repubblica, la sua posizione costituzionale.”

La nota politica di Massimo Franco. Scelta inevitabile che salda le perplessità verso alcune toghe:

“È probabile che non tutti abbiano incoraggiato l’iniziativa di Giorgio Napolitano: anche fra i suoi sostenitori. L’idea di sollevare il conflitto di attribuzione nei riguardi della Procura di Palermo per l’intercettazione di telefonate nelle quali parla il presidente della Repubblica, è stato un gesto a dir poco forte. Ha rotto i diplomatismi fra il Quirinale e una parte della magistratura, chiamata a rispondere dei propri atti. E ha esposto il capo dello Stato alla reazione di un’area politica e giudiziaria che spesso gli si mostra ostile in modo quasi pregiudiziale. 
Eppure, Napolitano si è ritrovato circondato dal consenso di una maggioranza anomala più compatta, sebbene per motivi diversi, di quella a sostegno di Mario Monti. Mette d’accordo quanti, come lo stesso presidente, si preoccupano soprattutto di evitare «qualsiasi incrinatura» nei poteri costituzionali del Quirinale; e chi, come il Pdl ma anche settori del Pd e dell’Udc, addita da tempo lo sconfinamento di alcuni pm e un uso improprio delle intercettazioni.”

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Spread alle stelle. Continua a preoccupare la crisi del debito pubblico. Articolo di Stefania Tamburello:

“La scossa c’è stata e si è sentita: lo spread dei Btp decennali è tornato a sfiorare i 500 punti base, per poi chiudere a 488 punti con rendimenti di nuovo sopra il 6%. Ma il motivo non è lo strascico del downgrade deciso venerdì da Moody’s. E neanche il nuovo massimo del debito italiano arrivato a superare, secondo i dati di Bankitalia, i 1.966 miliardi. Ad agitare i mercati è stato anzitutto l’annuncio della Corte costituzionale tedesca, in qualche modo anticipato domenica sera da Angela Merkel, del rinvio al 12 settembre del verdetto sul «fiscal compact» e sull’Esm, il fondo permanente salva Stati. Il conseguente spostamento dell’avvio dell’operatività del Fondo, previsto entro luglio, allontana anche le iniziative europee legate ad esso, prima fra tutte la previsione di un meccanismo di scudo antispread, proposto dall’Italia e appoggiato da Spagna e Francia. Non stupisce quindi che l’effetto delle notizie provenienti da Berlino sia stato il ritorno delle tensioni sui titoli di Stato italiani e spagnoli, per non parlare dell’indebolimento dell’euro sul dollaro. E non meraviglia neanche che Palazzo Chigi sia intervenuto subito per far sapere che l’Italia non ha intenzione, né per ora bisogno, di chiedere lo scudo per difendersi dall’ampliamento dei differenziali tra i Btp e i Bund tedeschi.”

Esteri. Guerriglia e blindati nel cuore di Damasco Annan vola a Mosca. Il reportage di Viviana Mazza:

“Auto incendiate, combattenti con il passamontagna che corrono nei vicoli e sparano nascondendosi dietro barricate, il traffico sull’autostrada che collega Damasco al Sud bloccato da pneumatici che bruciano. Scene di guerriglia in pieno giorno nella capitale siriana. Appaiono in video non verificabili diffusi su YouTube, mentre i blindati dell’esercito vengono per la prima volta segnalati dagli attivisti dell’opposizione all’ingresso di Midan, antico quartiere damasceno con una storia di ribellione sin dai tempi dell’occupazione francese. Qui e nei distretti circostanti ci sarebbero stati ieri gli scontri più violenti avvenuti a Damasco in quella che viene ormai definita dalla Croce Rossa Internazionale una guerra civile. 
Un quotidiano filogovernativo, Al Watan, scrive che l’esercito sta cercando di contenere gli attacchi di «gruppi terroristici» e accusa i ribelli di voler sferrare «la grande battaglia di Damasco». A Tadamun, a sud di Midan, le forze governative «sono intervenute per sgominare un gruppo terrorista» che aveva «fatto esplodere alcune bombe nel quartiere», dichiara l’agenzia di Stato Sana.”

La prima pagina de La Repubblica

La Repubblica

La Repubblica: “Intercettazioni, il Colle contro i pm. Napolitano chiama in causa la Consulta: lese le prerogative del Quirinale.” La verità e le regole. Editoriale di Carlo Galliprofessore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna:

“Il conflitto fra i poteri dello Stato sollevato dalla Presidenza della Repubblica contro la Procura di Palermo, e portato davanti alla corte Costituzionale, ha indubbiamente gravissime implicazioni e altissime potenzialità di crisi istituzionale.”

Il caso. Spunta un’altra registrazione con Bertolaso. Un’intercettazione di Napolitano dopo il terremoto in Abruzzo, agli atti della inchiesta di Firenze sul G8 alla Maddalena. Articolo di Giuseppe Caporale:

“Non è stata solo la Procura di Palermo a intercettare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’ha fatto anche la Procura di Firenze, nell’inchiesta sul G8 alla Maddalena. Alcune conversazioni del Capo dello Stato sono finite a verbale nello scandalo degli appalti d’oro della Protezione Civile.”

Il Fatto Quotidiano: “Napolitano arresta la Procura di Palermo.” Lo zio di Mubarak. Editoriale di Marco Travaglio:

“Dunque non eravamo pazzi, noi del Fatto, a occuparci con tanto rilievo e in beata solitudine delle telefonate Quirinale-Mancino sulla trattativa Stato-mafia. (…) Naturalmente per noi lo scandalo è il contenuto delle telefonate, almeno quelle ormai note del suo consigliere D’Ambrosio: un florilegio di abusi di potere e interferenze.”

La prima pagina de La Stampa

La Stampa

L’accusa di Napolitano ai pm. La Stampa: “Conflitto di attribuzione per le telefonate intercettate tra l’ex ministro Mancino e il Presidente nell’inchiesta Stato-mafia.” Ristabilire il senso del limite. Scrive Ugo De Siervo:

“Per comprendere l’eccezionalità del ricorso per conflitto di attribuzione deciso dal Presidente della Repubblica nei riguardi della procura di Palermo, occorre anzitutto considerare che in 56 anni di funzionamento del nostro sistema di giustizia costituzionale questo è il secondo caso nel quale un Presidente della Repubblica ha ritenuto di rivolgersi alla Corte Costituzionale per chiedere ad essa tutela (il caso precedente è stato quello del presidente Ciampi, relativo alla titolarità del potere di decidere sulla grazia).”

Accorpare le feste per far salire il Pil. Il retroscena di Fabio Martini:

“Sarà per galanteria, sarà perché un leader di governo non deve mai mostrarsi giù di corda, sta di fatto che mentre lo spread continuava a salire, un sorridente Mario Monti si è prodotto in un rosario di battute light durante un intervento al convegno “Women in diplomacy”: «Tutte le parole chiave dell’economia sono di genere femminile: banca, moneta, liquidità, inflazione, lotta all’inflazione e soprattutto una parola cardine per una Banca centrale, indipendenza… Spread che cosa è? Maschile?”

Accorpamento feste per crescita Pil: forse in Cdm venerdì. Come un’estate fa? Per leggere l’articolo di Blitz Quotidiano clicca qui

Esteri. Negli Usa la crisi del lavoro è donna. Dal corrispondete da New York Maurizio Molinari:

“In tempo di crisi sono le donne ad essere più svantaggiate nella ricerca di un posto di lavoro. Ad attestarlo sono i dati convergenti del Dipartimento del Lavoro e di uno studio del Pew Research Center, secondo cui da quando la recessione è terminata in America nel giugno del 2009 gli uomini hanno ottenuto l’80 per cento dei 2,6 milioni di posti creati, con una tendenza confermata anche nell’ultimo anno con il 61 per cento. Nel complesso gli uomini negli ultimi tre anni hanno aggiunto 768 mila impieghi, mentre le donne ne hanno perduti 218 mila sebbene, nel complesso, il tasso di disoccupazione fra gli uomini sia di 1 punto percentuale maggiore delle donne e il 56 per cento dei disoccupati siano uomini.”

Il Sole 24 Ore: “Spread sfiora 500, Fmi striglia la Ue.” Il miope egoismo di Berlino. Scrive Adriana Cerretelli:

“Il premier Wen Jiabao annuncia un periodo «di difficoltà» per l’economia cinese. L’Fmi raffredda le attese di ripresa per l’economia mondiale: andrà meno bene di quello che si sperava. Perché gli Stati Uniti deludono le aspettative di crescita. E perché nell’eurozona, che quest’anno si conferma in recessione, «la situazione resta precaria» e per questo rappresenta una minaccia alla stabilità mondiale. Ma, per ovviarvi, che cosa fa il Paese leader dell’euro, quello che, giustamente, non perde mai occasione per richiamare al senso di responsabilità i partner che negli anni scorsi sono usciti dalla retta via ma ora si sono faticosamente impegnati a rientrarvi? Se la prende molto comoda.”

 

Quirinale, altolà ai pm di Palermo. Il Messaggero: “Napolitano solleva il conflitto di attribuzione.” Ristabilire il rispetto della legge. Editoriale di Piero Alberto Capotosti, giurista ed presidente della Corte costituzionale:

“Era ora che il polverone sollevato dalle intercettazioni telefoniche che hanno riguardato addirittura la persona del presidente della Repubblica a proposito del ruolo del senatore Nicola Mancino nella cosiddetta «trattativa» tra Stato e mafia, si diradasse. E quindi molto opportunamente e correttamente, il presidente Napolitano, proprio per consegnare al suo successore «immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce» (come diceva Einaudi), ha chiesto alla Corte costituzionale di risolvere il conflitto insorto con la Procura della Repubblica di Palermo appunto per quelle conversazioni intercettate e per le relative modalità di conservazione e utilizzazione.”

Cronaca. Donna aggredita da rottweiller è gravissima, abbattuti i due cani. Riporta Luca Lippera:

“Il cuoio capelluto martoriato, i segni dei morsi sul collo, sulle braccia, sulle gambe, ovunque. Due cani rottweiler ieri alla Giustiniana hanno cambiato per sempre la vita e forse le sembianze di una colf di settantaquattro anni. Elena Farese è in rianimazione dopo una lunghissima operazione. La donna era andata a fare le pulizie in una villa nella periferia nord, quando gli animali, lasciati in giardino dal padrone di casa, l’hanno assalita e quasi sbranata. L’avrebbero uccisa, se i carabinieri non avessero ucciso loro.”