“Truffa all’editoria: a giudizio Angelucci, Crespi e Rossi”. Allegri, Il Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 10:07 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 10:07
Antonio Angelucci

Antonio Angelucci

ROMA – “A una settimana di distanza dal rinvio a giudizio per una presunta truffa milionaria ai danni del servizio sanitario regionale – scrive Michela Allegri del Messaggero – il deputato del Pdl Antonio Angelucci, proprietario di un vero e proprio impero nel settore della medicina, è finito di nuovo sul banco degli imputati. E’ stato mandato a processo dal gip Carmine Castaldo, su richiesta dei sostituti Corrado Fasanelli e Francesco Dall’Olio, con le ipotesi di truffa e falso. Questa volta, a metterlo nei guai, sarebbero state irregolarità nel settore dell’editoria”.

L’articolo completo:

Secondo l’accusa, infatti, Angelucci avrebbe omesso di dichiarare la contemporanea proprietà di due giornali, Libero e il Riformista, in modo da ottenere contributi statali doppi e non dovuti. Dalle indagini è emerso che, tra il 2006 e il 2007, le imprese editoriali di Angelucci avrebbero intascato quasi 21 milioni di euro di finanziamenti erogati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Sul banco degli imputati sono finiti anche i legali rappresentanti delle due società proprietarie dei giornali, Arnaldo Rossi e Roberto Crespi.
LA DENUNCIA
L’inchiesta era partita nel 2010, quando il Garante per l’Editoria aveva aperto un’istruttoria per chiarire quali fossero i rapporti economici che legavano le imprese “Editoriale Libero” e “Edizioni Riformiste”. Era così emersa una situazione di grave incompatibilità. Gli atti erano stati inviati in procura. Dalle indagini poi condotte dalla Guardia di Finanza, infatti, era stato accertato che le due società avevano dichiarato di appartenere a editori diversi e che Angelucci aveva tentato di fare figurare il Riformista come proprietà ceduta in affitto a una cooperativa.Dopo il sequestro dei beni i pm hanno ottenuto il rinvio a giudizio.