Tv americana prima e dopo Trump presidente, l’analisi di Aldo Grasso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 giugno 2018 12:25 | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018 12:30
Tv americana prima e dopo Trump presidente, l'analisi di Aldo Grasso

Tv americana prima e dopo Trump presidente, l’analisi di Aldo Grasso

ROMA – Aldo Grasso sul Corriere della Sera fa un’analisi della tv americana (in particolar modo dei late show) prima e dopo l’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Secondo Grasso c’è stato un cambiamento non da poco nella tv americana.

A questo interessante tema, Chuck Tryon, professore alla Fayetteville State University (North Carolina), dedica un libro ora tradotto anche in Italia: Political Tv. Informazione e satira, da Obama a Trump (minimum fax). Libro che fa parte della collana di TivùSat.

Before Trump. C’è stato un lungo periodo in cui la cultura americana liberal ha saputo trasformare la politica in spettacolo, in intrattenimento. E non era una distrazione dalla politica, ma l’essenza stessa dell’attività politica, un mezzo per comprendere o elaborare le decisioni della vita sociale. Nessuno si sognava di contrapporre la vita vera alla vita mediatica o di accusare la televisione di aver tradito la realtà trasformandola in irrealtà. Nessuno avrebbe mai pronunciato uno slogan del tipo “se la tv tradisce la vita, spegni la tv, non la vita”.

After Trump. Però a un certo momento compare sulla scena pubblica The Donald, la variante non prevista. La comunicazione politica subisce un processo di semplificazione, dove prevalgono le tifoserie, gli insulti, le fake news. Il giornalismo americano conservatore o scollacciato fa il suo mestieraccio con comprensibile e rinnovato entusiasmo, alle prese con il fatto ossessivo e disgraziato della presidenza arancione, con tutti i suoi paradossi, i suoi mal di pancia. Con il web, la disintermediazione diventa pane quotidiano e la politica non prova alcuna vergogna a darsi in pasto ai social, soggiogata più dalle emozioni e da uno storytelling «alla buona» e divisivo che dalla forza della satira, dei ragionamenti e delle idealità.

Tramite il satellite anche noi in Italia, grazie a TivùSat,  possiamo apprezzare Jon Stewart, Stephen Colbert, Jimmy Fallon o John Oliver e in genere gli show di seconda serata. Il late night è infatti il coronamento della lunga giornata televisiva americana, magari non eccezionale negli ascolti ma fondamentale per il prestigio della rete. Il late night diventa un appuntamento da non perdere, una macchina di narrazioni anche politiche, cruciale soprattutto per i giovani (che nel frattempo hanno abbandonato i programmi della tv generalista).