Rassegna Stampa

Ucraina, Libero: “Kiev batte cassa: ci servono 25 miliardi”

Ucraina, Libero: "Kiev batte cassa: ci servono 25 miliardi"

Ucraina, Libero: “Kiev batte cassa: ci servono 25 miliardi” (foto LaPresse)

ROMA – Medvedev blocca gli aiuti russi. Londra: prepariamoci a pagare. Ma la Welt avverte: l’Ucraina è come la Grecia.

Scrive Maurizio Stefanini su Libero:

Con i beni sotto sequestro e colpito da un mandato di cattura con l’accusa di «uccisione di massa di civili», il deposto presidente ucraino Viktor Yanukovich è tuttora irreperibile. «L’ultima volta è stato visto a Balaklava in Crimea», ha detto il nuovo ministro dell’Interno di Kiev Arsen Avakov, spiegando che «Yanukovich e altri funzionari sono stati inseriti nella lista dei ricercati ». La Crimea con la sua popolazione russofona e filo-russa può rappresentare per lui l’ulti – ma base di appoggio, dopo che il suo stesso Partito delle Regioni lo ha scaricato. «L’Ucraina è rimasta ingannata e derubata. L’Ucraina è tradita e le persone sono state messe gli uni contro gli altri. Tutta la responsabilità è di Yanukovich e del suo entourage » tuona un documento approvato dal gruppo parlamentare alla Rada, secondo cui per troppo tempo «il partito è rimasto in ostaggio di una Famiglia corrotta». Non ci sarà dunque tra i deputati opposizione al nuovo primo ministro a interim Arseniy, anche se il Partito delle Regioni non intende entrare formalmente nell’esecutivo.

(…) CHI SGANCIA? A questo punto, però, anche la patata bollente della spinosa situazione finanziaria ucraina torna all’Occidente. La crisi iniziò a novembre quando Yanukovich decise di ritirarsi dalla trattativa per un accordo di commercio con l’Unione europea, perché Putin gli aveva offerto 15 miliardi di dollari e la riduzione del prezzo del gas di fronte ai 610 milioni di euro di assistenza immediata offerti da Bruxelles. Aiuti, quelli russi, ovviamente sfumati. «Abbiamo bisogno urgente di 25 miliardi di euro entro il 2014», è la richiesta subito formulata dal nuovo ministro delle Finanze Yuriy Kolobov. Mentre la responsabile della politica estera Ue Catherine Ashton e il vice Segretario di Stato statunitense, William Burns, andavano a Kiev, il ministro del Tesoro americano Jack Lew consigliava Kiev di avviare un negoziato con il Fondo Monetario Internazionale, e il cancelliere dello scacchiere britannico George Osborne diceva addirittura che bisognerebbe già «farsi trovare pronti con il libretto degli assegni per aiutare a ricostruire l’Ucraina». Insomma, il governo Cameron è ottimista: «il popolo ucraino sembra aver dimostrato di tenere al proprio futuro, di volere forti legami con l’Europa e non credo che dobbiamo respingerli bensì abbracciarli ». L’autorevole foglio tedesco Die Welt dice in pratica le stesse cose ma sembra tradire anche una certa inquietudine quando definisce l’Ucraina «la Grecia dell’Est».E «unPaese che vive al di sopra delle proprie possibilità, seduto su una montagna di debiti di 64,1 miliardi di dollari». La firma dell’accordo con Bruxelles invece consentirebbe a Kiev di ricevere subito 2 miliardi di euro e l’ingresso in un mercato di 500 milioni di consumatori. Ma molti analisti osservano che comunque l’Ucraina non avrebbe molto da vendere agli europei.

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