Rassegna Stampa

Ucraina, la Ue teme il blitz dei russi. David Carretta sul Messaggero

Ucraina, la Ue teme il blitz dei russi. David Carretta sul Messaggero

Ucraina, la Ue teme il blitz dei russi. David Carretta sul Messaggero

ROMA – Un intervento armato della Russia in Ucraina, sullo stile di quello in Georgia nel 2008 è un rischio e non un’ipotesi e la conseguenza potrebbe essere una spartizione della Ucraina. L’analisi di David Carretta sul Messaggero di Roma è allarmante:

Il cambio di regime a Kiev rappresenta «una minaccia ai nostri interessi», ha avvertito ieri il primo ministro russo, Dmitri Medvedv, mentre nella capitale ucraina erano in corso le trattative per la formazione del nuovo governo con la mediazione dell’Alto rappresentante dell’Ue, Catherine Ashton. Le manifestazioni di Maidan rappresentano un «ammutinamento armato» e il riconoscimento offerto da Ue e Usa alle autorità provvisorie rappresenta «un’aberrazione», ha detto Medvedev. Il ministero degli Esteri russo ha denunciato un nuovo «corso dittatoriale a Kiev», accusando i paesi occidentali di muoversi per «calcoli geopolitici unilaterali». Nella parte russofona dell’Ucraina, e in particolare a Sebastopoli dove la Russia ha una base navale sul Mar Nero, si sono moltiplicate le manifestazioni contro il nuovo corso pro-occidentale a Kiev. Se il presidente russo, Vladimir Putin, non ha ancora parlato, una fonte del Cremlino ha riconosciuto al Wall Street Journal che la caduta di Yanukovich rappresenta «una sconfitta maggiore».
IL RISCHIO INVASIONE
Nelle capitali occidentali l’ipotesi di un’invasione russa dell’Ucraina, analoga a quella della Georgia nel 2008, è presa seriamente. I ministri della Difesa della Nato dovrebbero discuterne in un vertice domani a Bruxelles. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello a «preservare l’unità e l’integrità territoriale» ucraina. Il vicesegretario di Stato americano, William Burns, oggi arriverà a Kiev per affiancare Ashton nelle trattative. Il ministro delle Finanze ad interim, Yuriy Kolobov, ha spiegato che Kiev ha bisogno di 35 miliardi di dollari di aiuti nel 2014-2015 e chiesto «una grande conferenza internazionali dei donatori». Il Fondo Monetario Internazionale potrebbe approvare un programma di assistenza: Elmar Brok, presidente della commissione Esteri dell’Europarlamento, ha parlato di 20 miliardi. Ma la Commissione intende porre «condizioni in termini di riforme». In attesa del voto di maggio, alcuni paesi – Usa, Germania e Polonia – potrebbero fornire prestiti bilaterali. Senza aiuti immediati, che permettano al nuovo governo di pagare salari e pensioni, il rischio è di ulteriore caos.

LA BANCA CENTRALE
Nel frattempo, a Kiev, continua l’attività del Parlamento per rinnovare le principali cariche pubbliche. Ieri la Rada ha nominato il nuovo governatore della banca centrale, Stepan Kubiva, membro del partito Patria di Yulia Timoshenko. Oleg Makhnitski, del partito ultranazionalista Svoboda, è stato eletto nuovo procuratore generale d’Ucraina. Su Yanukovich è stato emesso un mandato d’arresto per il reato di strage, ma l’ex presidente è introvabile. Secondo alcune testimonianze non verificabili, Yanukovich sarebbe in Crimea in procinto di imbarcarsi per la Russia.

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