Ufo, una storia italiana. Carlo Mercuri sul Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2014 12:11 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2014 12:11
Ufo, una storia italiana. Carlo Mercuri sul Messaggero

Ufo, una storia italiana. Carlo Mercuri sul Messaggero

ROMA – “Sette gli avvistamenti nel 2013, mentre sono stati 56 negli ultimi quattro anni. È quanto emerge dal dossier dei giornalisti
Petrilli e Sinapi ricostruito grazie ai documenti contenuti nei “faldoni declassificati” della nostra Aeronautica “.

L’articolo di Carlo Mercuri sul Messaggero:

A Roma, a due passi da Porta Pia, accanto al Palazzo dello Stato maggiore dell’Aeronautica, c’è la sede del Reparto Generale Sicurezza, il Servizio di Intelligence dell’Arma aerea. E’ qui che, in un ufficio appartato e dentro un grande armadio blindato, giacciono i documenti top secret sulla presenza degli Ufo in Italia. Chi pensa che gli avvistamenti di Oggetti volanti non identificati (Ufo in inglese, Ovni in italiano) risiedano solo nella fantasia allucinata di qualcuno e che la scienza aeronautica, occupata in affari più seri, non li consideri degni di attenzione, è destinato ad essere smentito da un libro. Esce infatti in questi giorni, per i tipi di Mursia, “Ufo, i dossier italiani” (329 pagg., 18 euro), di Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi. Il volume è una ricognizione diretta del fenomeno degli Ufo condotto sui documenti riservati dell’Aeronautica che l’Arma ha deciso di desecretare. Il lavoro di Petrilli e Sinapi è dunque unico nel suo genere: è la prima volta che viene offerta al lettore una mappa scientifica degli avvistamenti non identificati a partire dal 1972, da quando cioè l’Aeronautica militare ha iniziato a raccogliere in modo sistematico le segnalazioni di Ufo.
IL METODO

Sappiamo così che, negli ultimi 4 anni, nei cieli italiani sono stati avvistati gli Ufo 56 volte. E che l’anno scorso gli oggetti volanti non identificati sono passati sulle nostre teste in 7 casi. Dal Nord al Sud, dalle Alpi alla Sicilia, nessuna regione è stata risparmiata. E gli “avvistatori” sono stati i più disparati: piloti d’aereo, poliziotti, privati cittadini. Perfino un prete, una volta, si è recato a denunciare ai carabinieri l’avvistamento di un Ufo. Il metodo, con cui l’Aeronautica avvia la selezione per stabilire se un oggetto è un Ufo oppure no, è molto severo. Tutto comincia con la denuncia dell’avvistatore ai carabinieri. Chi ha visto l’Ufo è tenuto a darne una descrizione la più dettagliata possibile, aiutandosi talora anche con dei disegnini. I carabinieri poi passano la denuncia al Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica. A questo punto scatta l’indagine tecnica interna: ai reparti operativi viene chiesto se in quella data ora e in quel dato spazio aereo è stata fatta qualche operazione o esercitazione. I servizi meteo vengono interessati per sapere dell’esistenza di eventuali palloni-sonda o quanto d’altro; ai servizi radar viene richiesto di verificare l’esistenza di sorvoli nell’area dell’avvistamento. Se alla fine della ricognizione a 360 gradi non si riesce a dare una spiegazione scientifica all’avvistamento, allora l’evento viene ufficialmente catalogato come Ufo (o Ovni). Inspiegabile, cioè.
GLI ESEMPI

Il libro di Petrilli e Sinapi offre molti esempi di avvistamenti di Ufo. Assai significativo quello di un pilota del volo Itavia Ciampino-Treviso che parla con la torre di controllo di Milano Linate e con molta titubanza avverte di aver visto «come un razzo verde circa un miglio sulla nostra destra». Il controllore di volo assicura che non c’era nessun aereo in volo in quell’area. Il pilota di linea ringrazia e fa per salutare quando viene bloccato dallo stesso controllore di volo: «Attenzione, attenzione, abbiamo un’altra notizia per voi. C’è un Malta Airways su Ancona che dice che hanno visto pure loro lo stesso fenomeno che avete visto voi… e c’è un terzo, un quarto aereo che pure lo hanno avvistato». Allora il pilota del volo Ciampino-Treviso si fa coraggio e afferma: «Io non lo volevo dire sennò uno passa per pazzo ma ho avuto l’impressione che facesse proprio una puntata su di noi e poi che avesse fatto una contro-accostata. Non l’ho detto sennò chi sentiva magari mi pigliava per matto».
SFERE, ROMBI E PALLE

Triangoli luminosi, oggetti sferici: le descrizioni fatte dagli avvistatori sono quelle “classiche” dei dischi volanti. «Non so se era una sfera o un disco, emanava una luce arancione soffusa, sembrava che fluttuasse come un palloncino al vento ma procedeva con intelligenza propria. E poi è svanita con un bagliore rosso»: questa la testimonianza del proprietario di un ristorante di Chiesa in Valmalenco (Sondrio) l’anno scorso. A Marino (Roma) il 15 agosto 2012 viene avvistata una flottiglia di oggetti volanti a forma di triangolo luminoso. A Roma, poco dopo la mezzanotte del 2013, un tenente medico dell’Esercito vede dal terrazzo di casa una ventina di «aeromobili luminosi ellissoidali che viaggiano a varia altezza e che improvvisamente spariscono». Sempre a Roma nel marzo 2010, un agente di commercio di 63 anni riferisce ai carabinieri di aver visto, fermo al semaforo di Porta Capena, vicino al Circo Massimo, «una formazione di 9 o 10 oggetti rotondi di colore bianco accecante». Il nostro automobilista aggiunge anche un particolare suggestivo: che la luce rossa del semaforo, di fronte alla quale lui sostava, al passaggio degli Ufo è andata in tilt e si è spenta.