Unicredit, utili balzano a 712 mln. Ripartono prestiti e mutui

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2014 12:51 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2014 12:51
Unicredit, utili sopra 700 milioni

Unicredit, utili sopra 700 milioni

ROMA – Un colpo di spugna da 1,1 miliardi di euro ai crediti deteriorati. E il miglioramento del Core tier 1 di 11 punti base (al 9,5%). Sono questi i punti di forza dei conti del primo trimestre 2014 per il ceo di Unicredit, Federico Ghizzoni.

Anche più dell’utile netto del gruppo cresciuto, anno su anno, del 58,8% (a 712 milioni con un Rote al 7%) ben oltre le attese degli analisti (il consensus era di 550 milioni). Già perché i crediti deteriorati dell’istituto non vedevano il segno meno dal 2008. E non poteva arrivare notizia migliore mentre è in corso il famoso Asset quality review (Aqr) della Bce e in vista degli stress test.

L’esame Bce è solo all’inizio e “non è facile immaginarne i risultati”, ha ammesso lo stesso Ghizzoni nel briefing con la stampa seguito alla conference call sui conti, ma “siamo fiduciosi che il gruppo supererà senza problemi” questo passaggio.

Intanto i numeri “incoraggianti” dei primi tre mesi dell’anno sono la conferma “dei buoni risultati attesi dalla divisione tra la banca core e la banca non core” (a cui è stata affidata la gestione separata di crediti difficili). E anche se per Ghizzoni “è difficile dire se questo è davvero l’inizio di un trend”, il rallentamento nella crescita dei crediti deteriorati registrato nei trimestri precedenti “fa sperare che sia così”.

Nel dettaglio, la Banca core ha registrato un utile netto di 1 miliardo, di cui 500 milioni (+10,6%) dall’Italia dove sono stati erogati nuovi crediti per 2,7 miliardi (+63,2% su base annua). Quanto alla riduzione del portafoglio non core, i crediti lordi sono in diminuzione a 83,6 miliardi (- 2 miliardi solo nel trimestre). Più in generale, il tasso di copertura dei crediti deteriorati si conferma al 52,4%, il più alto tra le banche italiane e tra i migliori in Europa. E con l’utile del primo trimestre è già quasi a metà strada rispetto all’obiettivo più vicino di 2 miliardi fissato nel piano. Di qui all’estate non c’è solo l’appuntamento Aqr, tra quelli in agenda del gruppo.

Ma c’è anche un altro dato che lascia ben sperare gli investitori di Unicredit – scrive La Stampa -. Per la prima volta dall’inizio delle crisi del 2008, la banca segna un calo dei crediti deteriorati lordi: a quota 82,5 miliardi di euro. La flessione è dell’1,3% sul trimestre ossia 1,1 miliardi di crediti deteriorati in meno per lo più concentrati nella non core bank varata con il nuovo piano. Il tasso di copertura si conferma al 52,4%, il più alto tra le banche italiane e tra i migliori in Europa. Le sofferenze restano, comunque, stabili: 49,2 miliardi di euro con un elevato tasso di copertura del 62,9%. In questo nuovo contesto, gli accantonamenti scendono a 838 milioni (il 28,5% in meno rispetto a un anno fa).

L’utile della core Bank (1 miliardo di euro) è supportato in particolare dal contributo del settore Commercial Bank Italia: a quota mezzo miliardo di euro con ricavi a +8,7% trimestre su trimestre) e costi a -0,8% trimestre su trimestre. Unicredit nei primi tre mesi del 2014 ha poi rimborsato altri 5 miliardi di euro di prestiti della Banca centrale europe a (i cosiddetti Ltro). Il totale ad oggi è di 10 miliardi. Da rimborsare ne restano quindi ancora sedici.

Il trimestre è stato anche favorevole per Fineco Bank. La banca multicanale del gruppo, che sbarcherà in Borsa in estate, ha segnato attività finanziarie investite per 45,6 miliardi di euro (+2,0 miliardi di euro trimestre su trimestre), vendite nette di 1,1 miliardi (+72% trimestre su trimestre) e un utile netto di 37 milioni (+37% trimestre su trimestre).