Vacanze, l’imbianchino che da 45 anni va a Rimini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Agosto 2014 13:21 | Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2014 13:21
Tornado, trovati resti del terzo corpo. Ora l’identificazione http://goo.gl/QiNmiQ

Rimini

RIMINI – Davide Curcio, 45 anni, imbianchino di Appiano Gentile, moglie e quattro figli, da 45 anni non si perde almeno una settimana d’estate all’albergo Arcade di Rimini che insieme ad altri affezionati clienti lo ha premiato per l’assidua fedeltà.

Da 45 anni vuol dire dal 1969, quando l’uomo a luglio atterrava sulla Luna e ad agosto ballava nel fango di Woodstock per un festival che ha fatto storia. Lui no, anche allora stava dalla Piera, al bagno Bulli numero 75, in faccia a questo tre stelle da pensione completa a 62 euro in via Lagomaggio.

Racconta Fabio Poletti sulla Stampa:

«E prima di me ci veniva mia mamma. Da sola con i suoi genitori. Poi con mio padre che era solo il fidanzato e per questo dormivano in camere separate», racconta a ferie appena finite. «Quest’anno solo dieci giorni. La crisi morde. Ma se devono essere poche voglio farle tranquillo».

Non è che sia andato solo a Rimini. Appena fidanzato era andato in moto fino in Spagna e poi a Rimini. L’anno dopo in Francia e poi a Rimini. Una volta aveva pure voluto vedere cosa c’era dall’altra parte dell’Adriatico ed era finito in Slovenia ma poi aveva fatto una settimana a Rimini. Prima che arrivassero i bambini aveva voluto vedere le spiagge bianche di Formentera e poi era stato a Rimini. Pure negli anni bui della mucillaggine quando il mare era un mare di alghe. «Ma chi viene a Rimini mica viene solo per il mare… Ci sono le gite a San Marino, le passeggiate, la vita di sera… Vado spesso in vacanza anche in Calabria a Nocera Terimese da dove vengono i miei… Cento metri di spiaggia e il deserto. Il mare è meglio ma quello di Rimini al mattino è una favola».
Le quaranta fila di ombrelloni non lo agitano. «Quando i bambini erano piccoli si stava in fondo dove c’erano i giochi, adesso meglio davanti…». Il tran-tran ripetuto come un’ossessione per 45 anni 45 è tranquillizzante come una botta di valium: ricca colazione in albergo, spiaggia, scelta di tre primi e tre secondi all’albergo Arcade a pranzo, riposino, spiaggia, bombolone o cocco o fetta di anguria, doccia, scelta tra tre primi e tre secondi alla sera più acqua e vino tutto compreso, gelato sul lungomare. Il pedalò una botta di vita da fare almeno una volta la settimana. La gita a San Marino un pellegrinaggio come fosse Lourdes. Passano i giorni, svapora il calendario e lui si rilassa.

«Quando sono qui mi sento come un Budda». Giura che quest’anno dall’8 al 17 agosto ha avuto solo una mezza giornata di nuvole. Mica le piogge che hanno battuto mezza Italia e abbattuto la stagione turistica. Perchè alla fine Rimini è Rimini e non cambia nulla. Nemmeno l’albergo Arcade aperto dal 1958, con uno della famiglia Curcio già a ciabattare con le infradito. E a far amicizia con i Corsini che da Pistoia vengono in questo albergo dal 1969 o gli Schenardi e i Marfia pure loro premiati per la fedeltà anche se arriveranno molto dopo, addirittura nel 1974. Quando in spiaggia si parlava soprattutto in tedesco con i turisti che venivano giù dal Brennero a vagonate. Oramai sostituiti da russi e cinesi con le tate filippine per i bambini. Che se vorranno ambire a un premio pure loro, dovranno venire qui ininterrottamente fino al 2058.