Valeria Ruggiero, la fuga e poi la morte: il giallo di Prati (Roma)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 10:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 10:21
Valeria Ruggiero, la fuga e poi la morte: il giallo di Prati

Valeria Ruggiero (foto Facebook)

ROMA – Le ultime immagini di Valeria Ruggiero ancora viva sono racchiuse in un video girato dalle telecamere della stazione di Civitavecchia il 7 maggio.

La ragazza in jeans e maglietta sale su un treno diretto a Roma Termini. La mattina del 9 maggio la trovano morta in un appartamento di via Caverni, nel quartiere Prati. É il padrone di casa, un uomo di 44 anni, pugliese, con un passato di droga a dare l’allarme: “L’ho conosciuta alla stazione Termini ieri sera – racconta alla polizia – non so neppure il suo nome, stamattina mi sono svegliato e lei era già morta”.

La ragazza è nuda in camera da letto, ha un tatuaggio sul braccio, raffigura una donna che piange, ma non ha documenti. La svolta arriva dopo qualche giorno, da una medaglina indossata dalla giovane: vi è inciso un piccolo logo, quello di una comunità per tossicodipendenti di Campo dell’Oro, un quartiere di Civitavecchia. Le impronte digitali confermano l’identità della sconosciuta. La giovane si chiamava Valeria Ruggiero, 17 anni, pugliese di Monopoli. Aveva avuto problemi di tossicodipendenza.

Scrivono Marco De Risi e Paola Vuolo sul Messaggero:

La stessa mattina che il corpo di Valeria viene trovato nell’appartamento romano, scattano le ricerche a Civitavecchia. I responsabili della comunità denunciano la sua scomparsa ai carabinieri, hanno paura che la ragazza si sia suicidata. Valeria ha lasciato lì le sue cose, il cellulare e i documenti, difficile pensare solo ad una fuga. Carabinieri e i volontari della Protezione civile perlustrano le campagne intorno a Civitavecchia, sentono anche un ex fidanzatino della ragazza, che vive a Rimini in un’altra comunità per tossicodipendenti. La famiglia da Monopoli lancia un appello attraverso la trasmissione «Chi l’ha visto?». La sorella racconta che Valeria stava uscendo dalla tossicodipendenza, «era guarita». Ma forse non era così. Valeria era una giovane fragile e problematica, non aveva amici, ed era scappata più volte di casa e dalla comunità che la ospitava. Il 7 maggio prende il treno per Roma e da lì poi avrebbe voluto proseguire per Bari: così avrebbe detto all’uomo con cui ha trascorso le ultime ore. Ma aveva perso il treno.

Cosa ha ucciso Valeria? Nell’appartamento dove è morta gli investigatori hanno trovato del metadone, il sospetto è che la giovane abbia assunto droga ma per esserne certi bisognerà aspettare i risultati degli esami tossicologici. Ci sono anche altre domande per le quali gli inquirenti cercano risposte. C’è un buco di ventiquattrore nella ricostruzione delle ultime ore di Valeria, che parte da Civitavecchia il 7 maggio e viene trovata morta il 9 nella casa romana. Nessuno sa dove e con chi è stata Valeria dalla sera del 7 fino alla sera dell’8 maggio, quando il giovane pugliese dice di averla incontrata e portata a casa sua. «L’ho solo ospitata – ha raccontato – aveva detto di avere perso il treno per Bari e non sapeva dove andare». La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, l’uomo per ora non è indagato, e alla polizia ha detto di non sapere che la ragazza fosse minorenne.