Vendita case Inpdap, chiesto il processo per due ex presidenti. Adelaide Pierucci del Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Maggio 2014 12:18 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 12:18
Vendita case Inpdap, chiesto il processo per due ex presidenti. Adelaide Pierucci del Messaggero

Vendita case Inpdap, chiesto il processo per due ex presidenti. Adelaide Pierucci del Messaggero

ROMA – “Due ex presidenti dell’Inpdap – scrive Adelaide Pierucci del Messaggero – Rocco Familiari e Marco Staderini, rischiano di finire a processo a Roma per truffa: avrebbero avallato la vendita di quattro palazzine in via Montecassiano, a un passo da Montesacro, pur conoscendone i problemi di staticità”.

L’articolo completo:

Questa la conclusione del procuratore aggiunto Francesco Caporale e del pm Francesco Dall’Olio che, oltre il processo per i due top manager per truffa aggravata, hanno sollecitato il giudizio con l’accusa di omissione di atti di ufficio anche per tre tecnici incaricati dall’Inpdap Girolamo Giardina, Francesco La Penna, Alberto Biggi, e per un ctu nominato da un giudice civile, Giovanni Vitali. Come si legge nel capo di imputazione «i tre tecnici, incaricati di eseguire la verifica dello stato degli immobili e quindi in veste di un pubblico servizio, e il ctu, nominato da un giudice civile nella causa tra l’Inpdap e gli inquilini e quindi in veste di pubblico ufficiale, pur rilevando gravi problemi di staticità degli stessi omettevano i primi di darne tempestivo avviso alle autorità competenti (Comune di Roma e Vigili del fuoco) e l’ultimo al giudice civile che lo aveva incaricato». Reati commessi tra il settembre del del 2002 al gennaio del 2012, secondo la procura.La prima perizia che mette in dubbio la conformità delle palazzine è del marzo 2002. Nonostante il responso però i vertici dell’Inpdap, secondo l’accusa, invece di approfondire il rischio per gli immobili e gli inquilini decidono di vendere gli appartamenti, più di duecento. Solo dopo l’acquisto delle case, vendute al prezzo medio di centomila euro, emergono, dopo una serie di scontri legali e perizie tecniche, i veri problemi di staticità. Insomma non bisogna rafforzare solo balconi e solai, come ventilato dall’ente. I problemi sarebbero anzi strutturali. Come scrive il pm Dall’Olio, nella richiesta di rinvio a giudizio per Familiari e Staderini che sottolinea «la mancanza dei piloni di sostegno e le necessarie strutture in cemento armato». Tanto che per evitare problemi di sicurezza pubblica lo scorso anno è intervenuto il Comune per far fronte ai problemi d’urgenza. Una sfilza di famiglie che hanno acquistato gli appartamenti a rischio, assistite dall’avvocato Piergiorgio De Luca, si sono costituite parte civile.