Venezia e il museo aperto dopo 30 anni. Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 14:04 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 14:04
Venezia e il museo aperto dopo 30 anni. Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

Venezia e il museo aperto dopo 30 anni. Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

ROMA – Non al Sud, come scrive Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, ma in Veneto: lo strano caso del museo aperto  (e per un solo giorno) dopo 30 anni. L’articolo di Gian antonio Stella:

Le solite inaugurazioni elettorali meridionali, sbufferà qualcuno. Macché: è in Veneto. Anzi, l’antica città è un po’ la «madre» di Venezia.
Era il 1984 quando le autorità politiche e scientifiche si resero conto che il museo di due stanze accanto alla chiesa di Sant’Eliodoro era troppo piccolo per tutto il ben di Dio che emergeva dagli scavi nella campagna dove sorgeva l’antichissima città paleoveneta dedicata al dio Altnoi e ribattezzata dai romani Altinum (…)
A farla corta: l’antico «Municipium» meritava un museo all’altezza. Fu così che in quel lontano 1984 (quando Apple lanciava il primo computer Macintosh e Albano e Romina vincevano a Sanremo) furono comprati una grande fattoria e un deposito per il riso che pareva fatto apposta, come avrebbe dimostrato il restauro dell’architetto Stefano Filippi, per ospitare una esposizione museale.
Fin qui, tutto bene: giusto il posto, giusti i fabbricati, giuste le intenzioni. Unico «intoppo», si fa per dire perché la botta di fortuna riempì giustamente di gioia la direttrice del museo Margherita Tirelli, fu la scoperta a ridosso dei due edifici di un antico santuario. Direte: ah, ecco perché tanti anni di lavori! No, gli scavi hanno avuto una parte secondaria nei ritardi (…)
Fu solo nel 2007, grazie a don Gianni Fazzini, il battagliero parroco della piccola frazione di 92 abitanti («me compreso») che trascinò ad Altino l’allora braccio destro di Galan, Franco Miracco, che le cose (piano piano e soprattutto grazie a una funzionaria della Cultura regionale) si rimisero in moto. Altri due anni e, nel dicembre 2009, i giornali titolavano: «In arrivo sei milioni per il Museo di Altino». I cantieri, finanziati dalla Regione, dal ministero e dall’Europa, avrebbero dovuto essere chiusi nel 2012.
Macché: altri problemi, altre polemiche sui lavori, altri rinvii. E siamo arrivati agli sgoccioli del 2014. «Che fare?», si sono chiesti i protagonisti della vicenda. Impossibile aprire il museo: la «Risiera», magnifica, è stata consegnata troppo tardi per poterci trasferire tutti i pezzi, alcuni dei quali davvero strepitosi, del vecchio museo. Così hanno deciso di fare una «pre-apertura». Con pre-taglio del nastro di Luca Zaia, pre-brindisi col prosecco e pre-visita a quel che c’è. Con la promessa che per il prossimo giugno sarà tutto in ordine. Mese più mese meno, dopo 31 anni.