Verderami sul Corriere: “E Berlusconi consulta l’ideologo di Beppe Grillo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2013 12:12 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2013 12:16
Verderami sul Corriere: "E Berlusconi consulta l'ideologo di Beppe Grillo"

Verderami sul Corriere: “E Berlusconi consulta l’ideologo di Beppe Grillo”

ROMA – Bisogna tornare a Forza Italia, bisogna tornare allo spirito del ’94. Berlusconi, “scaricato” il Pdl cerca un nuovo canale di comunicazione, un nuovo “contatto” con gli elettori delusi e per farlo, in questi giorni, come racconta Francesco Verderami sul Corriere, ha parlato anche con il professor Becchi, l’ideologo del Movimento 5 Stelle. Ma cosa vuole fare Berlusconi? “Per ora — racconta con ironia Gasparri — oscilla a giorni alterni tra la grande alleanza di centrodestra e la guerra civile”.

Ecco uno stralcio dell’articolo di Verderami:

E in queste «oscillazioni» coinvolge tutti i suoi interlocutori, fino a stupirli. Con stupore Mauro gli ha sentito descrivere l’altro ieri a pranzo la pazza idea di aprire un rapporto con i Cinquestelle. Per venti minuti Berlusconi ne ha parlato, rivelando l’apertura di un canale di collegamento con Grillo, dopo un colloquio con il professor Becchi. Certo è singolare ritenere avviata una trattativa con il capo di M5S solo per aver discusso con chi viene considerato l’ideologo del movimento: sarebbe come immaginare che si potesse stringere un patto con Bossi dopo aver chiacchierato con il professor Miglio. Ma il punto non è questo. Il punto è che Berlusconi gli ha parlato. Ai suoi commensali ha poi riferito di uno studio del professore — «dal quale risulta che l’80% del programma di Grillo coincide con il nostro» — evidenziando una conoscenza approfondita delle tematiche così come delle dinamiche interne del movimento.

Ora, è vero che nel ‘94 il Cavaliere riuscì a conciliare l’inconciliabile, mettendo insieme la destra con la Lega, ed è altrettanto vero che dagli studi dei flussi elettorali risulta che il 25% dell’elettorato grillino proviene dal centrodestra. Tuttavia la matrice di M5S, glielo ricordano i suoi amatissimi sondaggi, ha un imprinting fortemente orientato a sinistra, e sarebbe impossibile ripetere l’impresa di venti anni fa. Ma tanto basta per capire quanto Berlusconi in questa fase sia alla disperata ricerca di una scorciatoia. Che però non c’è. Perciò Alfano lo esorta a intraprendere la via dell’innovazione che passa in modo ineludibile dal difficile sentiero delle riforme costituzionali, e dunque dalla permanenza del governo fino al 2015. Ed è questo l’altro nodo da sciogliere. Solo redigendo una nuova Carta e un nuovo sistema elettorale il bipolarismo di cui il Cavaliere è stato l’artefice potrebbe radicarsi, e i partiti si potrebbero riscattare dalla crisi in cui versano. Una crisi profonda, che emerge dai report riservati del Cavaliere, dove è documentato come le forze politiche faticano a dare risposte ai cittadini. Solo così la futura foto del «grande» centrodestra non sarebbe un’operazione di Palazzo e non correrebbe il rischio di venire stracciata nelle urne. Chi starà sulla foto si vedrà. Ma tutti sono convinti che per scattarla serva il clic di Berlusconi, a partire da Alfano che si pone alla testa degli «innovatori».