Viminale a polizia: milioni di proiettili fallati da buttare

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2015 11:55 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2015 21:04
Viminale a polizia: milioni di proiettili fallati da buttare

(Foto d’archivio)

ROMA – Non usate quelle pallottole, sono fallate: l’ordine ai poliziotti italiani arriva direttamente dal Viminale, secondo quanto scrive Silvia D’Onghia sul Fatto Quotidiano. La giornalista parla di “milioni di proiettili da buttare” perché sparano poco e anche male. La Fiocchi Munizioni in una nota ha chiarito invece che si tratterebbe di poche decine di proiettili fallati. Scrive Silvia D’Onghia:

“Con due circolari diramate il mese scorso dall’Ufficio logistico e da quello per i Servizi tecnico-gestionali del ministero dell’Interno, di cui il Fatto è in possesso, si dà notizia al capo della Polizia, a tutte le Direzioni centrali, agli Ispettorati presso il Vaticano, il Senato e la Camera, alle Questure, ai reparti mobili, alla stradale e a tutti gli altri reparti possibili, che la partita di proiettili acquistata alla fine del 2013 dalla Ditta Fiocchi e già distribuita in tutta Italia non va in alcun modo utilizzata in servizio. Il motivo? Le munizioni – se non tutte, almeno una parte – sono fallate”.

Sarebbero numerose, sempre secondo quanto scrive D’Onghia, le segnalazioni di difettosità e di inconvenienti che si sono verificati durante le esercitazioni di tiro nell’usare queste pallottole. Spiega il Fatto Quotidiano:

“Si parla di una partita di sei milioni e 400 mila cartucce calibro 9 Nato con simbolo di intercambiabilità: sono i proiettili usati di solito per le armi corte e per la mitraglietta M-12. Il Viminale, che il 12 dicembre 2013 aveva stipulato un contratto con la “Fiocchi Munizioni spa” di Lecco, una delle principali aziende del settore, si è reso dunque conto – grazie alle segnalazioni ricevute – che alcune munizioni dei lotti dal Gfl-28/14 al Gfl-43/14 sono difettate: la parte del bossolo, quella cioè che avvolge l’ogiva prima dello sparo, in alcuni casi presenta un avvallo. Partita ritirata, dunque, per salvaguardare la sicurezza degli operatori e dei cittadini e per non sprecare denaro pubblico? Neanche per sogno.

Il Dipartimento ha pensato bene di “declassare” le munizioni alla “sola attività addestrativa”. Le cartucce potranno essere utilizzate, cioè, solo nei poligoni di tiro, dove è assicurata la presenza di un istruttore e dove l’operatore è protetto dagli occhiali. La circolare ne esclude totalmente l’utilizzo (anche nei poligoni) solo per la Beretta M-12. Questo perché, a differenza delle pistole, in cui si rischia l’inceppamento, la mitraglietta, arma automatica a massa battente, ha una camera che rimane sempre aperta e un proiettile fallato potrebbe generare anche incidenti.

Non è la prima volta che accade una cosa simile. Nel 2011 lo stesso Servizio Logistico del Viminale aveva disposto la sospensione di otto lotti cartucce prodotte due anni prima dalla ditta Sellier&Bellot, azienda della Repubblica Ceca che aveva vinto l’appalto, e cinque lotti dell’anno prima.

Quelle pallottole esplodevano a causa di una polvere da sparo di bassa qualità e il ministero, ricorda D’Onghia, fu costretto a ritirare tutto e a lasciare i poliziotti per qualche tempo con una dotazione “esigua”.