Vittorio Grilli e la casa ai Parioli. Il Sole 24 Ore : “Un labirinto di spese”

Pubblicato il 23 Aprile 2013 9:49 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2013 9:49

Vittorio Grilli (foto LaPresse)

ROMA – “Grilli e il labirinto delle spese per la casa”. E’ questo il titolo di una lunghissima inchiesta firmata da Claudio Gatti sul Sole 24 Ore dedicata all’appartamento ai Parioli del ministro dell’Economia. Carte alla mano il quotidiano di Confindustria segue passo passo tutta  la vicenda dell’appartamento evidenziando alcune incongruenze tra quanto detto dai diretti interessati e quanto scritto sui documenti.

Il Sole 24 Ore parte da cinque conti correnti alle Isole del Canale, un paradiso fiscale, di cui era intestatario il ministro ai tempi del suo lavoro alla Suisse Bank.  Grilli spiega che quei cinque conti erano una prassi normale, dovuta al fatto che lavorava in una banca Svizzera. E che soprattutto erano conti trasparenti e tracciati dal fisco:

“Erano tutti conti in chiaro. Dichiarati. Su cui ho pagato tutte le tasse – spiega Grilli al Sole 24 Ore – Io lavoravo per una banca svizzera. Era una prassi normalissima. E, cosa discriminante, i conti erano totalmente trasparenti al fisco”.

Soprattutto, riporta il Sole 24 Ore – il ministro “nega di aver attinto da uno di questi conti per pagare parte dell’appartamento a Roma. «Quando sono venuto in Italia ho riportato i soldi indietro. Indipendentemente dalla casa. In altri tempi»”.

Ma, Scrive Claudio Gatti, al Sole 24 Ore non tornano i conti. O meglio i tempi. Grilli avrebbe lasciato l’incarico nel 2002 e avrebbe pagato parte di quella casa nel 2004. Due anni dopo e soprattutto godendo di uno sconto Iva.

Scrive Gatti:

Ma il professore lasciò Credit Suisse per diventare Ragioniere dello Stato nel maggio 2002, e al Sole 24 Ore risulta che il denaro con cui è stato pagato l’acconto sull’appartamento partì originariamente da un conto nell’isola di Jersey nel febbraio 2004, cioè quasi due anni dopo. Documenti in nostro possesso indicano inoltre che l’allora Ragioniere dello Stato, garante ultimo dei conti del Paese, ha fatto in modo che quasi metà dei lavori di ristrutturazione di quell’appartamento fosse pagata in contanti. E senza imposizione di Iva.