Vladimir Putin: “All’Isis soldi da Paesi del G20”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 15:08 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 15:08
Vladimir Putin (foto Ansa)

Vladimir Putin (foto Ansa)

ISTANBUL, 17 NOV – “L’Isis è finanziato da individui di 40 Paesi, inclusi alcuni membri del G20”. Vladimir Putin sceglie la chiusura del summit del G20 di Antalya per lanciare la bomba diplomatica e mettere in imbarazzo sauditi, Qatar, Emirati e Turchia. Il leader russo ha anche condiviso con i colleghi del summit ad Antalya (G20) i dati in suo possesso sul finanziamento ai terroristi.

Si tratta di informazioni che il Dipartimento del Tesoro di Washington raccoglie dal 2013 ed hanno portato, nella primavera 2014, a pubblicare un rapporto che chiama in causa “donazioni private» da parte di cittadini del Qatar e dell’Arabia Saudita trasferite a Isis «attraverso il sistema bancario del Kuwait”. L’articolo di Maurizio Molinari della Stampa:

ARABIA SAUDITA
L’Arabia Saudita appartiene al G20 ed è dunque probabile che la mossa di Putin abbia voluto mettere in imbarazzo il re Salman protagonista di una dichiarazione pubblica dai toni accesi contro i «terroristi diabolici da sconfiggere». Ma non è tutto perché fra i «singoli finanziatori di Isis» nelle liste del Cremlino c’è anche un cospicuo numero di turchi: sono nomi che in parte coincidono con quelli che le forze speciali Usa hanno trovato nella casa-bunker di Abu Sayyaf, il capo delle finanze di Isis ucciso in un raid avvenuto lo scorso maggio. Abu Sayyaf gestiva la vendita illegale di greggio e gas estratti nei territori dello Stato Islamico – con entrate stimate in 10 milioni al mese – e i trafficanti che la rendono possibile operano quasi sempre dal lato turco del confine siriano.

LA TURCHIA
Ankara assicura di aver rafforzato i controlli lungo la frontiera ma un alto ufficiale d’intelligence occidentale spiega che «la Turchia del Sud resta la maggior fonte di rifornimenti per Isis». «Ci sono oramai troppe persone coinvolte nel business nel sostegno agli estremisti in Turchia – conclude Jonathan Shanzer, ex analista di anti-terrorismo del Dipartimento del Tesoro Usa – e tornare completamente indietro è diventato assai difficile, esporrebbe Ankara a gravi rischi interni». Lo sgambetto di Putin è stato dunque anche a Recep Tayyp Erdogan, anfitrione del sum-mit.