Willy Herteleer, il clochard sepolto a San Pietro. Papa Francesco l’ha voluto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Febbraio 2015 15:31 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2015 15:31
Willy Herteleer, il clochard sepolto a San Pietro. Papa Francesco l'ha voluto

Willy Herteleer, il clochard sepolto a San Pietro. Papa Francesco l’ha voluto

ROMA – Willy Herteleer, il primo clochard sepolto in Vaticano con nobili e cavalieri. L’ottantenne fiammingo viveva di elemosine vicino a San Pietro. E Papa Francesco ha dato l’ok per la sepoltura in Vaticano.

A raccontare la storia è Franca Giansoldati sul Messaggero di Roma.

Strana parabola di vita per Willy Herteleer, fiammingo di nascita ma da decenni senza fissa dimora, povero in canna, uno che viveva di elemosine tra le viuzze di Borgo Pio. Al termine del rito funebre la tumulazione è avvenuta nella terra consacrata del camposanto teutonico, in Vaticano, alle spalle della basilica. Il più antico cimitero germanico dove sono sepolti aristocratici di nazionalità austriaca, sudtirolese, svizzero-tedesca, liechtensteinesi, lussemburghese, fiamminghe e olandesi. Willy il clochard riposerà per sempre tra principi, cavalieri, nobili di antico lignaggio, generosi benefattori della Chiesa. In fondo la morte, come diceva Totò, livella tutti.

Dalle parti della città santa Willy lo conoscevano in tanti. I baristi, i proprietari dei negozietti di souvenir, i portieri degli stabili di Piazza della Città Leonina, così come i monsignori del Vaticano. Trasandato e sorridente sostava spesso nei pressi dell’ingresso principale d’Oltretevere. Arrivava trascinandosi dietro uno di quei piccoli trolley colorati che servono per fare la spesa al supermercato, gonfio di cianfrusaglie. Le guardie svizzere che montano la guardia a Porta Sant’Anna, oltre la cancellata, lo salutavano con un cenno. Avevano imparato a riconoscerlo. Era una presenza innocua. Lo chiamavano l’Araldo di sant’Anna. Sapevano che quel clochard un po’ dimesso, con gli occhialoni neri, infagottato in un cappotto troppo largo, non avrebbe infastidito nessuno. Si metteva in un angolo, sostando all’ombra durante l’estate, e al sole d’inverno, per scaldarsi un poco. Osservava per ore l’andirivieni della gente, ogni tanto borbottava tra sé e sé qualcosa di incomprensibile, scuotendo la testa e regalando sorrisi ai turisti che incrociavano il suo sguardo buono. Alcuni prelati gli allungavano discretamente qualche soldo, un pasto caldo, frutta, una coperta. Monsignor Ciani, giurista rotale e canonico di San Pietro, si fermava spesso a scambiare con lui un saluto, due parole, un commento. Erano diventati amici. Lo assisteva nei suoi bisogni, lo invitava a pranzo.

Willy lo seguiva quando andava in basilica o nella chiesetta di sant’Anna per prendere parte alla messa. Pregava spesso. «La mia medicina è la comunione» ripeteva. Willy Herteleer, di età indefinita, forse ottantenne, è il primo clochard della storia ad avere trovato sepoltura in Vaticano. Un evento decisamente fuori dalla norma, mai avvenuto prima, autorizzato direttamente da Papa Francesco (…)