Wolfgang Schauble: “Programma di Renzi è una grande speranza per l’Europa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2014 10:21 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2014 10:22
Wolfgang Schäuble

Wolfgang Schäuble (LaPresse)

ROMA – “Renzi ha convinto gli elettori con un ambizioso programma di riforme. A un’Europa forte serve un’Italia forte, e vogliamo un’Europa forte, non un’Europa tedesca”. Così parla Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze e senior statesman della Ue, in questa intervista esclusiva a Repubblica.

Ministro, Juncker è stato eletto. Ha detto che il Patto di stabilità non si tocca ma ora crescita e lavoro sono priorità; Italia e Francia chiedono ‘più flessibilità’. Compromesso possibile?

«Finora nessuno ha chiesto di cambiare il Patto di stabilità. Il mio collega italiano dice espressamente che la “fiscal consolidation” deve continuare. A livello mondiale, anche nel Fmi o nel G20, c’è un ampio consenso: per lottare con successo contro la disoccupazione, servono investimenti, ma anche riforme di struttura e un migliore quadro istituzionale. Il consolidamento dei bilanci sovrani non è l’alternativa, bensì la premessa per più crescita. Nel Consiglio Ue informale a Milano a settembre discuteremo di come rafforzare gli investimenti nazionali ed europei, e far sì che i fondi Ue a disposizione siano utilizzati meglio. Juncker ha avuto ragione, nel suo bel discorso all’Europarlamento, dicendo che dobbiamo migliorare l’efficienza dell’uso dei mezzi messi a disposizione dall’Europa. Non manca denaro, bensì misure concrete per investirlo. Ridurre il dibattito a “più flessibilità” porta nella direzione sbagliata».

L’Italia ha la presidenza di turno Ue. Cosa consiglia a Renzi?

«Non ho consigli pubblici da dargli, sarebbe del tutto fuori posto. Io lavoro molto bene e molto intensamente col collega Padoan. Anche sui contenuti, abbiamo molte intese».

Renzi vuole per l’Italia il posto di responsabile di politica estera Ue… «Un mio commento sarebbe fuori luogo. Ma so che i rapporti personali tra il presidente del Consiglio e la Cancelliera sono molto buoni. Per questo confido che troveranno una buona soluzione».

Roma auspica di non contare nel disavanzo investimenti per l’occupazione nell’eurozona. Che ne pensa?

«Come già detto: le regole sono completamente in ordine. Non dipende dalle regole del Patto se l’Italia non ha usato gran parte dei fondi Ue disponibili per lei. Un altro esempio: la Ue ha stanziato 6 miliardi per combattere la disoccupazione giovanile. Se ho capito bene, adesso al contrario dei piani originari non dovrebbe esserci un Consiglio informale sul tema, perché di quei 6 miliardi non è stato usato nulla. Ci serve più “implementation”».

Teme un confronto duro con Roma e Parigi sulla flessibilità?

«In Europa abbiamo regole, concordate tra tutti. Nessuno può semplicemente cambiarle, sarebbe lecito solo se fatto insieme. Meglio attenersi alle regole e fare il possibile nel loro ambito. La lista delle riforme necessarie è lunga per tutti. L’esperienza di paesi come Irlanda, Spagna, Portogallo, lo mostra: hanno dovuto condurre riforme di struttura in cambio degli aiuti europei, e sono ora i paesi con le migliori performances economiche».

Che pensa di Renzi: uomo dei fatti e delle riforme, o abile a promettere?

«Renzi è il presidente del Consiglio eletto d’Italia. Con un programma di riforme strutturali molto ambizioso ha ottenuto uno straordinario successo alle elezioni europee. L’ho incontrato una volta alle consultazioni bilaterali, mi ha fatto una grande impressione».

Ma molte riforme a Roma restano da varare…

«L’Italia si è meritata grande rispetto. L’appoggio reciproco tra Germania e Italia ha un ruolo centrale per l’unificazione europea, deve restare così. Renzi, con un programma di riforme molto saggio e ambizioso, ha ottenuto una vastissima approvazione dagli elettori, ciò è una grande speranza. Per un’Europa forte serve un’Italia forte».

Ma non la preoccupano gli umori antitedeschi in Italia e altrove? Alle critiche del presidente di Bundesbank Weidmann, Renzi ha risposto “l’Europa non appartiene ai tedeschi”… «L’Europa non appartiene ai tedeschi, qui il presidente del Consiglio Renzi ha ragione. Noi tedeschi non vogliamo impartire lezioni al resto d’Europa. Siamo europei e vogliamo portare avanti l’Europa».

Insisto, non le pare che le tendenze antitedesche siano ben vaste in Europa?

«No. Per esempio in Francia, secondo gli ultimi sondaggi, la Germania è il partner preferito. E anche in Italia, sono certo, in un sondaggio non ci andrebbe male. Non si deve amare noi tedeschi in tutto e per tutto, anche noi facciamo abbastanza errori. Al momento abbiamo una situazione meno difficile di alcuni altri paesi, ma ciò non può divenire motivo di essere arroganti. Abbiamo un ruolo di leadership, ma insieme a Italia, Francia e altri» (…)