Rassegna Stampa

Yoram Gutgeld, il nuovo nome per il posto di Fassina

Yoram Gutgeld

Yoram Gutgeld

ROMA – Yoram Gutgeld, noto anche come “il guru di Matteo Renzi”, è il nuovo nome emerso nelle ultime ore come quello del possibile sostituto di Stefano Fassina nella carica di vice ministro all’Economia.

Yoram Gutgeld, anche se ha vissuto in Italia meno di metà della sua vita, è quotatissimo alla corte di Matteo Renzi e ha influito su alcune demenziali idee in materia di pensioni e più in generale di totale disprezzo degli impegni assunti dallo Stato in passato.

Vista la sua collocazione nell’ambito della corrente che fa capo a Matteo Renzi, che la scelta cada su di lui appare più probabile di quanto apparivano gli altri nomi circolati: Dario Nardella, deputato e braccio destro di Renzi a Firenze, Filippo Taddei, Davide Faraone e Marianna Madia,che nella nuova segreteria del Pd si occupano rispettivamente di economia, welfare e lavoro.

Nel fare il nome di Yoram Gutgeld Gian Maria De Francesco, sul Giornale di Berlusconi, ha scritto:

“Il toto-poltrone, però, resta un tormentone. La possibilità più concreta è che il guru di Renzi, il deputato ex McKinsey Yoram Gutgeld, possa prendere il posto di Fassina ove Letta ritenga di avanzare la proposta. In fondo il dimissionario aveva le deleghe sulle partecipate come Eni, Enel e Finmeccanica che non sono certo un tema secondario. È più difficile, invece, che il ministro dei Rapporti con le Regioni, il renziano Delrio, possa ottenere una «promozione» se qualche posto non si libera. Idem per il responsabile Welfare del partito Davide Faraone: anche se Giovannini lasciasse, i «montiani» Ichino e Tinagli rivendicano un posto al sole. Eppure qualche giorno fa ha scatenato polemiche un’intervista della responsabile Trasporti e governatore friulano, Debora Serracchiani, nella quale adombrava la possibilità di seguire Matteo a Roma. «Non si dimetterà prima della fine del suo mandato, il resto è fantapolitica», assicura il senatore triestino Ettore Rosato. Ma a Palazzo Chigi, in qualche modo, Renzi e i suoi vogliono arrivarci”.

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