New York come Roma, Times Square come Piazza di Spagna e Colosseo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2014 10:07 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2014 10:07
New York come Roma, Times Square come Piazza di Spagna e Colosseo

New York come Roma, Times Square come Piazza di Spagna e Colosseo

ROMA – “Grosso guaio a Time Square – scrive Anna Lombardi di Repubblica – Dove sempre più spesso i turisti di passaggio rischiano di essere pesantemente insultati da Topolino, Hello Kitty e perfino dal placido Woody di Toy Story”.

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Qualche giorno fa l’Uomo Ragno ha addirittura preso a pugni un poliziotto, spalleggiato da Iron Man e Captain America. Nella mischia che è seguita sono stati arrestati anche Elmo, il mostriciattolo rosso del Muppet Show e Mister Potato: mentre la Statua della Libertà, affranta, stava a guardare.
Se non è la rivolta dei supereroi, poco ci manca. Il fatto è che la più celebre piazza di New York è presidiata da persone che tentano di guadagnarsi da vivere travestite da eroi mascherati o altri personaggi amati dai bambini, Topolino e Minnie in testa. Un mestiere per disperati: che con la neve o 40 gradi all’ombra passano le ore sperando che qualcuno voglia posare con loro e poi sia abbastanza avveduto da lasciare una generosa mancia in cambio della foto ricordo. Racimolano così cifre che vanno dai 30 e i 200 dollari al giorno, secondo del periodo. Proprio una mancia inadeguata ha fatto infuriare Spiderman scatenando la rissa di qualche giorno fa. Irritato dal misero dollaro che si è trovato in mano, Wilmar Suarez, l’immigrato messicano di 32 anni che vestiva i panni dell’Uomo Ragno, ha cominciato a inveire contro la donna che glielo porgeva: pretendendone almeno 5. Quando un poliziotto è intervenuto avvertendo che la mancia per quanto gradita non è obbligata, Suarez e compagni lo hanno aggredito. Il risultato è che ora Time Square è presidiata da poliziotti che distribuiscono volantini ai passanti dove si ribadisce, appunto, che la mancia non è dovuta. Innervosendo i tanti che sopravvivono grazie a quei pochi spiccioli: immigrati messicani o africani, secondo una recente inchiesta del New York Times, spesso senza permesso di soggiorno.
Certo, il mestiere è ormai inflazionato: perché se i primi eroi mascherati apparvero nel cuore della Grande Mela all’inizio del 2000 — meno di una decina vestiti come personaggi Disney — ora se ne contano 76, capitanati da 16 Spiderman e 9 Elmo. Così la questione è giunta sul tavolo del sindaco Bill de Blasio: che potrebbe ora varare un registro in modo che ogni “impersonatore” sia riconoscibile e dunque eventualmente perseguibile. Anche perché le cattive maniere degli “eroi” di Time Square, protetti dall’anonimato del costume, sono sempre più diffuse. E anche le compagnie a cui si ispirano — Disney, Pixar, Marvel, Sesame Street — sono preoccupate: non vogliono che i loro brand siano collegati a comportamenti spiacevoli. L’anno scorso un uomo vestito da Cookie Monster è stato ammonito per aver dato uno spintone a un bambino facendolo cadere. Uno dei tanti Elmo è stato arrestato dopo un monologo antisemita. E a giugno un altro Spiderman è stato condannato per molestie sessuali a una turista. Il tramonto degli eroi, insomma: anche quelli travestiti.