12/02/13, il giorno dei non nati: in Italia sciopero ginecologi e dei…cesarei

Pubblicato il 16 Gennaio 2013 13:02 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2013 13:02
12/02/13, il giorno dei non nati: in Italia sciopero ginecologi e dei...cesarei

12/02/13, il giorno dei non nati: in Italia sciopero ginecologi e dei…cesarei

ROMA – Il 12 febbraio 2013 sarà il giorno dei “non nati” in Italia. Lo sciopero dei ginecologi e delle ostetriche chiude le sale parto: niente cesarei, né induzione dei parti programmati. Una cancellazione di circa 1.100 parti che saranno così rinviati o anticipati. Quasi un “vietato partorire” per le mamme, con il giorno dello sciopero che diverrà quello in cui nasceranno meno bimbi italiani. Solo le urgenze, assicurano le associazioni, saranno garantite.

In Italia il 38% dei parti in media viene eseguito con taglio cesareo, secondo il Rapporto CeDap del Ministero della Salute. Le mamme che scelgono il cesareo poi sono italiane nel 40,1% dei casi, motivo per cui uno sciopero dei ginecologi e delle ostetriche trasformerà il 12 febbraio nel giorno dei “non nati”, cioè giorno in cui si registrerà il numero più basso di nascite di bimbi italiani.

Lo sciopero non coinvolgerà solo le sale parto del Sistema sanitario nazionale, ma anche i consultori familiari e gli ambulatori ostetrici extra-ospedalieri. Uno stop che riguarderà anche l’attività dei consultori e degli ambulatori ostetrici dove non verranno effettuati esami clinici, visite specialistiche ed ecografie.

La protesta nasce da due motivazioni, in primis i tagli della spending review , e delle altre manovre finanziarie degli ultimi anni, che ”stanno mettendo in ginocchio l’assistenza sanitaria anche in settori chiave come quello del percorso nascita”. Altra motivazione è poi la crescita ”ormai incontrollata del contenzioso medico-legale che sta ponendo in seria crisi il rapporto medico-paziente, con ricadute gravi per la dignità e la serenità professionale dei sanitari e costi crescenti per il Sistema sanitario nazionale a seguito del fenomeno della medicina-difensiva”.

Una scelta estrema, quella dello sciopero, che per ginecologi ed ostetriche si tratta dell’ultima arma da usare per ”cercare di smuovere l’opinione pubblica, le istituzioni e la politica”. Tre sono le richieste precise alle forze politiche in vista delle elezioni: ”La certezza del finanziamento per la sanità, l’impegno ad applicare immediatamente la riforma dei punti nascita, approvata ormai due anni fa, e infine la garanzia di misure cogenti sulla responsabilità professionale in sanità”.