Alcol negli occhi e coca low cost: le nuove droghe a km zero

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 settembre 2014 13:28 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 13:30
Alcol negli occhi e coca low cost: le nuove droghe a km zero

Eyeballing, la nuova moda dell’alcol come collirio per sballarsi

ROMA – Alcol negli occhi e assorbenti interni imbevuti di vodka per sballarsi più velocemente. Ma anche polvere bianca più potente della cocaina e soprattutto low cost: si chiama metilenediossipirovalerone, più comunemente nota come Mdpv, ed è una delle tre sostanze che compongono il micidiale cocktail chiamato “droga del cannibale“. Sono queste le “nuove droghe a km zero”, per usare un’espressione coniata dal dottor Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Milano. Sono sostanze facilmente acquistabili su internet che spesso colgono impreparati genitori e forze dell’ordine.

Grazie a internet, chiunque può diventare un acquirente e spacciatore fai da te senza necessità di avere a che fare con sanguinari cartelli di narcotrafficanti internazionali né con le associazioni criminali locali. Anche il bravo studente della porta accanto può andare in discoteca con le tasche piene di pillole senza sporcarsi le mani.

Il guaio è che pure il controllo sul territorio è ormai azzerato. La facilità con cui certe sostanze sono reperibili sui vari siti, spesso americani, finiti sotto inchiesta ma mai oscurati, è impressionante. Il consumo poi, avviene sempre più spesso fuori dalle discoteche, lontano da occhi indiscreti e fuori dal raggio di azione dei più sofisticati servizi di vigilanza.

Impossibile poi combattere contro le nuove pratiche dello “sballo” scellerato. Come il cosiddetto eyeballing, la moda inventata dagli anglosassoni, poi diffusasi in Francia, e appena sbarcata all’ombra del Colosseo. Come funziona? Si fa aderire l’imboccatura della bottiglia o del bicchiere contenente vodka all’occhio e si versa la sostanza altamente alcolica direttamente sul bulbo oculare. Una variante è quella dell’assorbente interno, imbevuto di superalcolici.

La convinzione è che così l’alcol filtri più velocemente nel sangue. Ma il risultato è una mera distorsione visiva, causata dalla forte irritazione dell’occhio che in alcuni casi può portare a lacerazioni e conseguente trapianto di cornea.

Il professor Gatti,  tra i massimi esperti europei in fatto di droghe, raggiunto dal Corriere della Sera, mette in guardia le famiglie:

“Oggi molti genitori pensano ancora alla manifestazione fisica del tossico. Sono convinti di essere capaci di accorgersi in ogni momento di uno sbandamento dei figli. Spesso sbagliano e perdono, per così dire, l’attimo.

Gli stereotipi delle dipendenze non ci sono più. Perché non per forza un ragazzino che compra droghe in Internet matura una dipendenza. Il consumo può essere estemporaneo e non dare segnali chiari ed evidenti”.