Allergie anche d’autunno: caldo anomalo risveglia pollini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 10:40 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 10:43
Allergie anche d'autunno: caldo anomalo risveglia pollini

Allergie anche d’autunno: caldo anomalo risveglia pollini

ROMA – Il caldo anomalo di questo novembre risveglia i pollini e anche le allergie. Tosse, riniti e asma con i primi pollini portati dall’estate di San Martino, con temperature anche di 6 gradi sopra la media stagionale e che riporta nell’aria i pollini delle betullacee, tipici del periodo tra febbraio e aprile.

Noemi Penna su La Stampa parla di pollini anomali, che causano così allergie anche in questo novembre, mese in genere di sollievo per gli allergici italiani:

“«Le malattie allergiche riguardano il 30 per cento della popolazione: classicamente uno pensa che siano solo stagionali, ma esistono allergeni presenti tutto l’anno e la situazione si è aggravata con i cambiamenti climatici», afferma il dottor Gianni Cadario, primario di Allergologia e Immunologia clinica delle Molinette. «A esclusione delle graminacee, che seguono un andamento specifico e graduale in primavera, in inverno sono presenti gli allergeni di cipresso e ginepro e per altre piante basta anche solo un giorno di picco termico per far scattare la produzione di pollini e la loro dispersione nell’aria, scatenando quindi i primi sintomi dell’allergia». E ad aver segnato il record di temperatura massima per il mese di novembre, tra le giornate del 7 e del 10, sono state il 70% delle stazioni di monitoraggio della regione.

La rete regionale oggi segue 500 mila pazienti allergici, ma «la stima di chi soffre di allergie in Piemonte è di circa un milione e 300 mila persone: un dato che indubbiamente sta crescendo. Prima mancava la consapevolezza delle reazioni al polline e s’indirizzavano i sintomi su altre patologie – spiega Cadario –. Poi sono diffusi i test clinici, così come maggiore consapevolezza sulla patologia, ma ora si riscontra un aumento significativo dei casi che va oltre al limite culturale. Ogni anno alle Molinette forniamo 50 mila prestazioni mediche e siamo, purtroppo, uno dei settori con le liste d’attesa più lunghe. La domanda è molto più alta di quello che riusciamo a erogare, ma esiste in ogni caso una grande fetta di popolazione che non si rivolge allo specialista, preferendo i farmaci di automedicazione»”.