Alzheimer, un milione di italiani ne soffre. Il 21 settembre Giornata Mondiale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 15:26 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 15:26

Alzheimer, un milione di italiani ne soffre. Il 21 settembre Giornata MondialeROMA – Un milione di italiani soffre di Alzheimer. In tutto nel mondo sono 36 milioni. E (al momento) non c’è nessuna possibilità di guarigione. E l’Italia non ha alcun programma per affrontare il problema. Che non riguarda solo i malati, ma anche i familiari che devono assisterli: tre milioni in Italia. Si ritrovano ad accudire i loro genitori come se fossero bambini. Non hanno alcuna preparazione per farlo. Ma dal momento che in Italia non c’è un piano nazionale (come, per esempio, in Francia, Stati Uniti o Corea del Sud), il risultato è che il peso di questa emergenza sanitaria ricade tutto sulle spalle delle famiglie, che spendono ogni anno otto miliardi di euro. 

Loro, le famiglie, sanno che la giornata mondiale dell’Alzheimer che si celebra sabato 21 settembre è la giornata del loro padre che troppe volte ha perso la strada di casa per poter ancora uscire da solo. O della madre che non ricorda più di esserlo, e quando parla con il figlio è come se parlasse con un estraneo. Ma è anche la giornata di Benito, di Cornaredo (Milano), che non riconosceva più la sua casa, e così ha buttato giù le porte che si è trovato davanti.

La sua storia è raccontata da Michele Farina sul Corriere della Sera. Benito è stato rifiutato da 31 case di cura. Per lo stress sua moglie ha perso nove chili in un mese. Ma non è la sola in questa condizione. E mentre il numero aumenta sempre di più, con cifre che raddoppiano ogni due decenni, l’Italia non ha ancora un piano per come affrontare l’epidemia.

La ricerca arranca. Nelle diagnosi ci sono stati molti progressi, ma i farmaci che vengono dati per cercare di curare questa malattia neurodegenerativa sono gli stessi di 15 anni fa. Non solo: come sottolinea Michele Farina, i soldi investiti nel mondo per la ricerca sul cancro sono 30 volte quelli destinati alla ricerca sulla demenza senile, mentre il numero dei malati di tumore è il triplo di quelli di tumore.