Amianto nei cosmetici per bambini: richiamati negli Usa quattro prodotti

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 6 Marzo 2019 15:57 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019 10:48

Amianto nei cosmetici per bambini: richiamati negli Usa quattro prodotti (Foto d’archivio)

MILANO – Amianto nei trucchi per bambini e ragazzini. La scoperta è stata fatta dalla Food and Drug Administration (Fda), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione degli alimenti e dei farmaci. 

In un comunicato diramato anche online la Fda invita i consumatori americani a non comprare alcuni cosmetici di due aziende americane, Claire’s e Justice, che vendono accessori e makeup per bambini e adolescenti, dopo che in alcuni loro prodotti sono state trovate tracce di amianto. Dai test effettuati l’absesto è stato trovato in tre cosmetici in polvere di Claire’s e in uno di Justice.

La polvere di talco, spesso usata per i bambini e i prodotti cosmetici, è fatta da un minerale, il talco appunto, che può contenere amianto nella sua forma naturale. Il problema era già stato riscontrato nel 2017, ma oggi l’Fda ha pubblicato un aggiornamento sulla situazione dopo l’esito di alcuni test indipendenti. 

Nel 2017 sia Justice che Claire’s avevano richiamato dal mercato otto prodotti ciascuno. A febbraio sono arrivati i risultati dei test di laboratorio che hanno confermato la presenza di amianto in tre dei prodotti di Claire’s e uno di Justice. Da qui l’avviso della Fda. Già un anno fa l’Unione europea aveva notificato un’allerta per due trucchi in polvere di Claire’s contenenti amianto. 

Come ricorda l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), in Italia la produzione, la vendita e l’uso di amianto sono vietati dal 1992, ma esistono ancora Paesi in cui l’asbesto può essere estratto e lavorato per essere esportato. Alcuni studi sostengono che “il crisotilo, il tipo di amianto più comune, non è cancerogeno”. Ma l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si è espressa chiaramente: tutti i tipi di amianto sono cancerogeni. 

Fonti: Fda, Airc