Antibiotici: cattivo uso e allevamenti, in Italia il primato dei decessi. 10mila l’anno, nel 2050 saranno 450mila

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2019 13:13 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019 13:13
Antibiotici: cattivo uso e allevamenti, in Italia il primato dei decessi. 10mila l'anno, nel 2050 saranno 450mila

Antibiotici: cattivo uso e allevamenti, in Italia il primato dei decessi. 10mila l’anno, nel 2050 saranno 450mila

ROMA – Con oltre 10mila decessi ogni anno, su 33 mila circa in Europa, l’Italia ha il triste primato delle morti da resistenza agli antibiotici, secondo un’indagine che sarà presentata domani a Milano nel VII Congresso Internazionale AMIT.

In Italia, secondo l’Iss, le infezioni ospedaliere hanno un’importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati. Nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di decessi.

Insomma, una minaccia crescente che vede tra le sue cause primarie anche l’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti animali, in Italia più che negli altri Paesi. In generale, infatti, fino al 75% degli antibiotici utilizzata per l’acquacoltura può disperdersi nell’ambiente circostante ed il 70% degli antibiotici è oggi impiegato proprio per gli animali.

L’Amr, ha avvertito Ranieri Guerra, assistant director general strategic initiatives dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), “rappresenta il maggior rischio per la tenuta dei conti della sanità nei prossimi 10 anni, con un costo mondiale di 120 mld di dollari al 2050.

(fonte Ansa)