Antibiotici, Italia maglia nera per morti da batteri farmaco-resistenti. Ministero lancia guida all’uso

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2019 15:17 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 15:17
Antibiotici, sul sito Ministero Salute guida all'uso per prevenire batteri farmaco-resistenti

Blister di farmaci (Foto archivio Ansa)

ROMA – L’Italia è maglia nera in Europa per il numero di morti causate da batteri resistenti agli antibiotici: più di 10.000 ogni anno. Per questo, sul sito del Ministero della Salute sarà aperta una sezione dedicata all’uso corretto di questi preziosi farmaci e ai rischi dovuti a un loro scorretto utilizzo.

L’iniziativa è stata lanciata venerdì 22 novembre al convegno “Meno antibiotici, più efficaci“, in occasione della Settimana sull’uso prudente degli antibiotici lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La sezione del sito, che sarà online dalla prossima settimana, conterrà fact-checking, un glossario e le domande più frequenti.

Il Ministero della Salute adottando un metodo One Health e riunendo tutti i possibili attori, istituzionali e non, nel 2015 ha istituito un Gruppo di lavoro sul tema e molti negli ultimi anni sono gli sforzi fatti anche dalle Federazioni degli Ordini dei medici (Fnomceo). Un lavoro che ha avuto i suoi frutti.

I dati della Sorveglianza sull’Antimicrobicoresistenza a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) mostrano che nell’ultimo anno è evidente un trend in calo. “Il lavoro da fare è tanto ma i segnali positivi ci sono”, spiega Francesco Maraglino, direttore dell’Ufficio Prevenzione malattie trasmissibili del Ministero della Salute. “I dati mostrano che la strada intrapresa è quella giusta – sottolinea –  Quindi il senso di ineluttabilità che si percepiva qualche anno fa si è in parte superato”.

Anche i dati sul consumo di antibiotici in ambito veterinario mostrano un trend in diminuzione, che ha portato a un calo del 30% delle vendite nel periodo 2010-2017. Ma, conclude Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), “non siamo ancora in linea con le migliori pratiche europee ed è indifferibile intervenire in ambito zootecnico con un capillare controllo”.

Fonte: Ansa