Astrazeneca taglia le dosi in Europa: metà vaccini tra aprile e giugno, rischio ritardo nella vaccinazione di massa

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 24 Febbraio 2021 9:17 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2021 9:19
Astrazeneca taglia le dosi in Europa: metà vaccini tra aprile e giugno, rischio ritardo nella vaccinazione di massa

Astrazeneca taglia le dosi in Europa: metà vaccini tra aprile e giugno, rischio ritardo nella vaccinazione di massa (Foto d’archivio Ansa)

Astrazeneca taglia le dosi di vaccino in Europa. Nel trimestre aprile-giugno doveva fornire 180 milioni di dosi. Invece ha fatto sapere che ne darà 90 milioni. La metà. Questo provocherà nuovi ritardi nella vaccinazione di massa. A meno che i governi europei non si cautelino acquistando altri vaccini. Ma le altre case farmaceutiche avranno dosi a sufficienza?

La casa farmaceutica anglo-svedese avrebbe fatto sapere durante le riunioni con l’Ue – scrive la Reuters citando un funzionario europeo coinvolto nei colloqui – che “avrebbe fornito meno di 90 milioni di dosi” nel periodo aprile-giugno. Vale a dire la metà rispetto ai 180 milioni su cui si era impegnata con Bruxelles nel contratto.

Ma dalla Commissione Europa si ridimensiona l’allarme: “Le discussioni sul programma di consegne di AstraZeneca sono in corso. L’azienda sta perfezionando il proprio piano e consolidandolo sulla base di tutti i siti produttivi disponibili dentro e fuori l’Europa. La Commissione Ue prevede di ricevere una proposta migliorata”.

Astrazeneca taglia le dosi del vaccino: l’Ue cercherà strade alternative?

La notizia di Astrazeneca getta nuove ombre proprio mentre l’Ue cerca ogni strada per accelerare sulle immunizzazioni al Covid-19. Pensando ad “un’autorizzazione d’emergenza a livello europeo per i vaccini”, una strada già imboccata ad esempio dal Regno Unito. E per il momento percorribile nell’Unione solo a livello nazionale. Come fatto dall’Ungheria con lo Sputnik russo.

Vaccini: il pressing dei governi nazionali sulla Ue

La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, porterà anche questa ipotesi al tavolo virtuale del vertice di giovedì. Per testare gli umori dei leader. Che nelle riunioni preparatorie e nelle lettere inviate a Bruxelles, hanno tempestato sulla necessità di una svolta su “produzione, autorizzazione e distribuzione” delle dosi.

Un punto centrale questo anche nella lettera di invito al vertice del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in cui si insiste sulla necessità di “garantire che le consegne dei vaccini siano prevedibili. E che “le compagnie farmaceutiche rispettino i loro impegni”.

Vaccini: il piano Von der Leyen per l’Europa

La Von der Leyen arriverà alla discussione proponendo cinque aree su cui focalizzare il raggio d’azione. Si va dal sostegno all’individuazione rapida delle varianti, con procedure standard, per una mappatura precisa di cosa accade in ciascun Stato membro, all’adeguamento veloce dei vaccini, anche attraverso la ricerca in un network di un centinaio di ospedali.

Questo potrà stimolare nuove riflessioni sugli accordi di pre-acquisto con le varie case farmaceutiche, che in un futuro non troppo lontano potrebbero ottenere il via libera d’emergenza anche a livello europeo. Per arrivarci occorrerà un lavoro normativo, “una responsabilità condivisa tra gli Stati membri” e come ha sottolineato dal segretario di Stato portoghese agli Affari europei (presidenza di turno del Consiglio Ue), Ana Paula Zacarias, l’aspetto della sicurezza dovrà restare la stella polare. Tra i punti anche il lavoro portato avanti dalla task force guidata da Thierry Breton sugli impianti produttivi.