Resistenza agli antibiotici, il nuovo pericolo mondiale: grave quanto terrorismo e clima

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 marzo 2018 6:18 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 8:54
Il preoccupante aumento della resistenza agli antibiotici

Il preoccupante aumento della resistenza agli antibiotici

ROMA – Statine, pillole per il raffreddore da fieno e altri comuni farmaci potrebbero alimentare il preoccupante aumento della resistenza agli antibiotici, secondo quanto indicato in un’inquietante ricerca.

In Germania, degli scienziati hanno scoperto che un quarto dei farmaci somministrati ai pazienti inibisce la crescita dei batteri nello stomaco e ciò consente loro di trasformarsi in superbatteri resistenti ai farmaci salvavita e agli antibiotici.

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La resistenza agli antibiotici è considerata una delle maggiori minacce per l’umanità, grave quanto il terrorismo e il riscaldamento globale.

Per decenni, gli antibiotici sono stati prescritti ingiustificatamente dai medici di base e dallo staff ospedaliero e i batteri innocui si sono trasformati in super batteri, scrive il Daily Mail.

La nuova ricerca sugli effetti di 1.000 farmaci comuni su 40 ceppi di batteri intestinali indica che ad alimentare la resistenza potrebbero esserci altri fattori.

La simvastatina, prescritta dai medici britannici più di 27 milioni di volte nel 2017, si è rivelata uno dei farmaci più dannosi per i batteri dell’intestino.

Presenti nella black list anche il Tamoxifene, un tipo di terapia ormonale utilizzata per trattare il cancro al seno, e Loratadina, antistaminico per il raffreddore da fieno.

Nassos Typas, dell’European Molecular Biology Laboratory, Heidelberg, ha dichiarato che “è spaventoso considerando che i pazienti assumono molti farmaci non antibiotici, spesso per lunghi periodi” e i più importanti sono gli “antipsicotici, anti-ipertensivi, anti-cancro, inibitori di pompa protonica, antistaminici, antidolorifici e contraccettivi”.

Peer Bork, coautore dello studio, ha affermato che “il numero di farmaci che ha colpito i microbi intestinali, come danno collaterale, è stato sorprendente” ed è probabile che sia anche  “più alto” di quello che hanno scoperto.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Nature, arrivano dopo una serie di avvertimenti sui superbatteri, da parte di esperti mondiali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in precedenza ha sostenuto che se non si fa nulla per contrastare il problema, il mondo è diretto verso un’era “post-antibiotica”.

Secondo l’OMS, senza risposte immediate alla crescente crisi, le infezioni comuni, come la clamidia, si trasformeranno in killer.

I batteri possono diventare resistenti ai farmaci quando le persone assumono dosi sbagliate di antibiotici o vengono somministrati ingiustificatamente.

Entro il 2050, secondo alcune stime, i superbatteri potrebbero uccidere dieci milioni di persone l’anno, i pazienti potrebbero soccombere a batteri un tempo considerati innocui.

A causa di infezioni resistenti ai farmaci, tra cui la tubercolosi, in tutto il mondo ogni anno muoiono 700.000 persone.