Avigan, Italia sperimenta. Stupore dei giapponesi. Clorochina ne ammazza due

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 9:02 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 9:02
Avigan contro Coronavirus, Italia sperimenta. Stupore dei giapponesi. Clorochina ne ammazza due

Avigan, Italia sperimenta. Stupore dei giapponesi. Clorochina ne ammazza due (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Avigan, il farmaco giapponese, o meglio: in uso in Giappone, in uso per tutt’altro che il coronavirus. Avigan che ora l’Italia sperimenta, sperimentazione ufficiale sotto il controllo dell’Aifa. Aifa che comunque ha avvertito: per i risultati, per sapere se e che effetto fa, ci vorranno circa quattro mesi.

La prima informazione, quella che Avigan si sperimenta, piace e corre. La seconda, quella dei quattro mesi per sapere, come non detta, comunque non pervenuta a Fontana, Zaia e ai tanti che esigono Avigan subito per le loro terre e genti.

Avigan, il farmaco giapponese per tutt’altro che il coronavirus. Quando i giapponesi hanno saputo che in Italia lo si sperimenta contro coronavirus quasi non ci hanno creduto. Grande lo stupore dei giapponesi, riassumibile in un italianissimo: ma che, fate sul serio? Avigan in Giappone è stato somministrato a 80 pazienti affetti da coronavirus, ottanta, un nulla.

Ed è stato somministrato nella prima fase della malattia, quella in cui tre quarti se non più dei contagiati guarisce da solo. E infatti tre quarti e passa degli ottanta che avevano coronavirus e hanno preso avigan sono guariti. Con tutta probabilità da soli. In ogni caso Avigan, almeno in Giappone, nessun effetto quando il malato è grave.

Avigan, il farmaco in uso in Giappone contro tutt’altro che coronavirus. Ma uno sconosciuto alla medicina, alla farmacologia, alla virologia, alla pneumologia ha postato su un social un: ehi , guardate qui c’è un farmaco! Era già successo qualcosa del genere col farmaco russo, presentissimo giorni fa sui social, assente nella realtà. La segnalazione dal Giappone ha avuto più fortuna. Come fa notare Burioni la realtà ha più fantasia di ogni fantasia: si sperimenta sulla base della segnalazione di uno sconosciuto.

I giapponesi si stupiscono. Ma in fondo non c’è tanto da stupirsi. C’è da tempo in Italia una vasta corrente di opinione ben disposta verso cure, farmaci e metodi miracolosi. Settori della politica, ampia parte della comunicazione, non pochi magistrati con le loro sentenze hanno negli anni e decenni passati (passati e dimenticati ma non superati) hanno appoggiato sperimentazioni e somministrazioni anche della qualunque purché questa qualunque promettesse guarigione che la medicina, quella vera, non garantiva. Stupisce relativamente che il fenomeno si riproduca in tempo di coronavirus.

A questo indulgere all’anti scienza che è una caratteristica della vita pubblica italiana e della sua profonda popolare cultura si aggiunge, ovviamente, l’ansia, la voglia, il bisogno di una medicina, di un farmaco, il legittimo bisogno di sperare, perfino di illudersi.  E quindi, di fatto a furor di popol spaventato e quasi per disperazione, si sperimenta. Un po’ per un: hai visto mai? Molto per evitare guai.

Avigan, in questi giorni ha il massimo dell’audience. Ma gli fa da spalla la clorochina. Clorochina che ha un grande sponsor, niente meno che Trump. Infatti giunge notizia che due americani di clorochina si sono abbuffati, così, per stare sul sicuro. Infatti sono morti, di clorochina, non di coronavirus.