Bagno 2 ore dopo aver mangiato. “Non è scientifico”, ma ne muoiono tanti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 giugno 2015 12:00 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2016 13:53
Bagno in mare dopo aver mangiato. "Aspetta due ore" è solo una credenza popolare

Bagno in mare dopo aver mangiato. “Aspetta due ore” è solo una credenza popolare

ROMA – Aspettare almeno due ore dopo il pasto prima di tuffarci in acqua. Un qualcosa che tutti ci siamo sentiti dire da genitori e insegnanti almeno una volta nella vita. Ma allo stesso tempo, sostiene Stefano Massarelli sulla Stampa, basandosi sulle parole, in realtà un po’ ambigue, di un medico della Fondazione Maugeri di Pavia. sarebbe un qualcosa che non si fonda su nessuna evidenza scientifica. Non esistono infatti collegamenti dimostrati tra la digestione e il rischio di congestione e annegamento nonostante negli anni di ricerche ne siano state fatte diversi. Questo almeno sostengono il medico e il giornalista che lo ha interpellato.

Le proverbiali due tre ore, allora, altro non sono che una credenza popolare? Sarà. Ma la cronaca induce a credere il contrario.

Ma la medicina ufficiale, come spiega su La Stampa Stefano Massarelli, si guarda bene dal contrastare: non ci sono prove e soprattutto è un comportamento innocuo. Sulla pausa prima del bagno Massarelli ha intervistato Francesco Cupella, responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva della Fondazione Maugeri di Pavia. E il medico raccomanda una sola regola: il buon senso. Che è il sale della terra ma come scienza sa di poco.

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“Il dato di base è che non esistono evidenze scientifiche o linee guida che stabiliscono che si debba attendere del tempo prima di fare il bagno dopo aver mangiato. Tuttavia è sempre necessario adottare il sano principio del “buon senso” nei confronti di questa tradizione che si tramanda ormai da generazioni, specialmente se si è mangiato a volontà”

Ma come nasce la convinzione del bagno vietato durante la digestione? Spiega ancora La Stampa:

La credenza vuole che la digestione favorisca un maggior afflusso di sangue nell’apparato digerente e che l’immersione in acqua provochi una sorta di “shock”, con il conseguente blocco dei processi digestivi e possibili sintomi di nausea, vomito, dolori addominali, fino ad arrivare alla perdita di coscienza e all’annegamento. Nella realtà, l’organismo umano è generalmente in grado di compensare i diversi apporti di sangue nei vari organi e tessuti durante la fase digestiva, mentre la letteratura medica non ha mai dimostrato alcuna relazione causale tra cibo e annegamento. «I dati epidemiologici dimostrano che le principali cause di annegamento sono riconducibili a imprudenza e imperizia nei confronti dell’acqua e non al fatto di aver o meno consumato un pasto prima di immergersi, a meno che non si sia bevuto alcolici» sottolinea l’esperto.

Un consiglio a intervistatore e intervistato: fatevi un bel bagno in mare o in piscina subito dopo aver mangiato, poi vediamo se sarete in grado di raccontarcelo.