Bambino Gesù, separate le due siamesi unite alla testa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2020 14:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2020 14:56
Gemelle Bambin Gesù

Bambino Gedsù, separate le due siamesi unite alla testa (foto Ansa)

Bambino Gesù, le due gemelle siamesi unite alla testa sono state separate.

Bambino Gesù ha reso noto che l’operazione che ha coinvolto Ervina e Perfina, due bambine centrafricane unite dalla nuca con cranio e gran parte del sistema venoso in comune, è andata a buon fine.

È il primo caso in Italia e probabilmente l’unico al mondo, di un intervento riuscito del genere.

Il 5 giugno, dopo un’operazione durata 18 ore dpo oltre un anno di preparazione.

Le due piccole sono state sottoposte a tre interventi delicatissimi e separate il 5 giugno, con un’operazione di 18 ore.

Ad un mese di distanza le bambine stanno bene.

Le due bambine hanno compiuto 2 anni il 29 giugno e sono ricoverate nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale in due lettini vicini insieme alla madre.

Tutto è partito nel luglio del 2018 quando la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, in missione in Centrafrica a Bangui, ha incontrato le due gemelline appena nate.

Le Enoc ha deciso di portale a Roma nel settembre 2018, per dargli maggiori possibilità di sopravvivenza.

Ervina e Prefina, conformazione rarissima tra i gemelli siamesi

Ervina e Prefina hanno una conformazione rarissima tra i gemelli siamesi: sono craniopagi totali, unite a livello cranico e cerebrale.

Pur avendo tante cose in comune, hanno personalità diverse e per farle conoscere e riconoscere si usa un sistema di specchi.

Un gruppo multidisciplinare che studia e pianifica ogni dettaglio con gli strumenti più avanzati le ha separate.

Per farlo hanno ricostruito in 3D la scatola cranica delle bambine.

La parte più difficile è la rete di vasi sanguigni cerebrali condivisa in più punti. Intervenire chirurgicamente lì presenta un alto rischio di emorragie e ischemie.

Da qui la decisione di procedere per 3 fasi, per ricostruire due sistemi venosi indipendenti, in grado di contenere il carico di sangue che va dal cervello al cuore.

Il primo intervento viene eseguito a maggio 2019, il secondo a giugno 2019 e il terzo a giugno 2020 con la separazione definitiva, che avviene con successo.

In sala operatoria è pronta un’equipe di oltre 30 persone tra medici, chirurghi e infermieri. Oggi il rischio di infezione c’è ancora, ma i controlli post-operatori indicano che il cervello è integro e il sistema ricreato funziona.

Ora hanno la possibilità di crescere regolarmente e avere una vita normale (fonte: Ansa).