Batterio resistente agli antibiotici alle Canarie, già 13 turisti contagiati. Rischio epidemia in tutta Europa

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2018 8:16 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2018 8:16
Batterio resistente agli antibiotici alle Canarie, già 13 turisti contagiati. Rischio epidemia in tutta Europa

Batterio resistente agli antibiotici alle Canarie, già 13 turisti contagiati. Rischio epidemia in tutta Europa (Foto Ansa)

GRAN CANARIA – Un batterio resistente agli antibiotici si sta diffondendo alle Canarie, e c’è il rischio di una epidemia in Europa. A lanciare l’allerta è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che spiega come vi sia il pericolo che il batterio Klebsiella pneumoniae St392 possa diffondersi sul continente se pazienti non trattati vi fanno ritorno.

Fino ad ora sono tredici i cittadini svedesi e norvegesi colpiti, tra gennaio e aprile, da questo batterio resistente agli antibiotici, che tutti hanno contratto durante il loro ricovero nell’ospedale di Gran Canaria, nelle isole Canarie.

Le analisi genetiche hanno confermato che il batterio – il Klebsiella pneumoniae St392 che produce enzimi Ora 48 e di solito si contrae proprio nelle strutture sanitarie – è stato preso nello stesso luogo, l’ospedale di Gran Canaria. La probabilità di rimanere contagiati è molto bassa per chi non entra in contatto con la struttura sanitaria, ma, avverte l’Ecdc, c’è’ un alto rischio che si diffonda e di focolai epidemici se il viaggiatore lo prende, ma non gli viene rilevato, e viene ricoverato in ospedale una volta tornata a casa.

Dato l’alto numero di turisti nell’isola (più di 15 milioni solo nel 2016), c’è il rischio di un’epidemia che viaggi per tutta Europa se i pazienti vengono trasferiti da un Paese all’altro. Per questo l’Ecdc suggerisce agli ospedali di tutti i Paesi europei di verificare, al momento del ricovero, dove hanno viaggiato e dove sono stati ricoverati prima i pazienti. Tutti coloro che sono stati trasferiti direttamente o sono stati ricoverati in un Paese straniero nei 12 precedenti il ricovero nel Paese d’origine devono essere controllati per questo batterio.