Biberon, bottiglie e altra plastica: confermata la tossicità del Bisfenolo A

Pubblicato il 25 settembre 2012 1:11 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 1:12

ROMA – Confermata la tossicità del bisfenolo A, una delle componenti fondamentali delle plastiche usate per lungo tempo per la produzione di biberon, bottiglie, piatti e rivestimento di barattoli e lattine di alluminio. Un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricercatori coordinato dall’Università della California e pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) ha dimostrato che la sostanza danneggia il sistema riproduttivo femminile delle scimmie, provocando aborti spontanei e malformazioni congenite.

Il bisfenolo A è uno dei mattoni fondamentali nella sintesi di plastiche e additivi plastici, largamente usato per produrre anche materie plastiche per uso alimentare, e recentemente messo al bando dall’Unione Europea nella realizzazione dei biberon. I sospetti lanciati da numerosi studi sulla tossicità del bisfenolo A hanno portato negli ultimi anni all’abbandono di questo composto, presente oggi solo nelle plastiche di classe 3 e 7 (il numero visibile all’interno del simbolo di riciclaggio dei contenitori in plastica) e in alcuni barattoli e lattine di alluminio.

Dopo aver verificato nel passato gli effetti tossici dovuti al bisfenolo A sui roditori, lo studio ha analizzato per la prima volta le conseguenze sul sistema riproduttivo di alcune scimmie Rhesus in cinta, un modello molto simile a quello umano. Guidati dalla genetista Patricia Hunt, i ricercatori statunitensi hanno somministrato a un gruppo, singole dosi giornaliere per via orale, e a un altro, dosi ridotte ma continuatinue per via ipodermica.

In entrambi i casi gli studiosi hanno rilevato un numero significativo di difetti nella divisioni cellulari nelle prime fasi della cellula uovo con conseguenti danni cromosomici, aborti spontanei e malformazioni congenite. Queste problematiche erano state già evidenziate precedentemente in femmine di topo ma mai su uomo o scimmie. Lo studio conferma quindi i molti interrogativi sollevati da un’ampia serie di studi pubblicati nell’ultimo decennio sugli effetti del bisfenolo sullo sviluppo sessuale e la capacità riproduttiva anche nell’uomo e a dosi molto basse. ”La nostra preoccupazione – ha spiegato Patricia Hunt – è che l’esposizione a questa sostanza possa aumentare il rischio di aborti spontanei e di bambini nati con malformazioni congenite come la sindrome di Down”.

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