Bimbo con leucemia acuta, effetti collaterali terapia Car-T risolti con depurazione del sangue

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 17 Febbraio 2020 - 15:43 OLTRE 6 MESI FA
Bimbo malato leucemia e terapia Car-T: salvato con depurazione sangue

Bimbo malato leucemia e terapia Car-T: salvato con depurazione sangue (Foto archivio ANSA)

ROMA – Un bimbo malato di leucemia è stato trattato per la priva volta con la terapia Car-T e gli effetti collaterali sono stati eliminati attraverso la depurazione del sangue, detta aferesi. Questo il risultato raggiungo dai medici dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che con la terapia sperimentale per la prima volta al mondo sono riusciti a contrastare gli effetti collaterali infiammatori e potenzialmente letali della terapia per tumori del sangue.

Il piccolo paziente è affetto da leucemia acuta ed è stato trattato con la terapia Car-T, approvata di recente dall’Aifa. Il bambino è stato ricoverato in terapia intensiva per gli effetti collaterali della terapia, è stato trattato con Aferesi con successo e dimesso dopo 15 giorni. Il risultato ottenuto dai medici dell’ospedale pediatrico romano sono stati pubblicati in uno studio sulla rivista Critical Care Explorations.

La terapia Car-T a oggi è una importante opportunità per combattere i tumori del sangue che non rispondono alla chemioterapia e nel 25% dei pazienti, sia bimbi che adulti, si sviluppano gravi effetti collaterali. In particolare, la terapia provoca la Cytokine, una sindrome che provoca una risposta infiammatoria incontrollata e potenzialmente letale.

Fino ad oggi, la sindrome era trattata con farmaci che non sempre riuscivano a controllare lo stato infiammatorio e gli effetti collaterali della terapia. I medici del Bambin Gesù hanno quindi deciso di sperimentare la terapia chiamata Aferetica CytoSorb, con l’obiettivo di depurare il sangue del paziente nella maniera più efficace e rapida possibile.

La terapia consiste nel prelevare il sangue venoso del piccolo paziente, filtrarlo dalle cellule infiammatorie, le citochine, attraverso colonne di assorbimento dotato di filtri realizzati con apposite resine e poi reinfonderlo nel paziente. In questo modo la circolazione del paziente non è a rischio e il sangue viene depurato riducendo i valori di cellule che sono mediatrici dell’infiammazione e della sepsi. 

Dopo 15 giorni in terapia intensiva, il paziente è stato salvato e dimesso.Mauro Atti, amministratore delegato di Aferetica che insieme a Cytosorb hanno sviluppato l’innovativa resina assorbente, ha spiegato: “Ne siamo felici e orgogliosi. La combinazione con le cellule Car-T, terapia d’avanguardia contro i tumori, che il Ministero della Salute ha recentemente scelto come uno dei primissimi settori della ricerca su cui investire, dà concrete speranze di poterne contenere i gravi effetti collaterali, mantenendone l’efficacia”.

D’altronde la leucemia acuta rappresenta la forma più diffusa in età pediatrica: a livello nazionale si contano circa 400 nuovi casi l’anno. La pubblicazione dello studio di Gabriella Bottari e dei suoi colleghi suggerisce che l’uso dell’Aferesi combinato con la terapia Car-T può rappresentare una soluzione promettente per controllare le complicanze causate da questa terapia antitumorale, senza inficiarne in alcun modo l’azione. 

(Fonte ANSA e AGI)