Bologna, le prime ossa stampate 3D e impiantate in 5 ragazzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2015 15:49 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2015 15:52
Bologna, le prime ossa stampate 3D e impiantate in 5 ragazzi

Bologna, le prime ossa stampate 3D e impiantate in 5 ragazzi (Foto Ansa)

BOLOGNA – Ossa stampate in 3D e impiantante nel corpo umano. Questo il primo intervento realizzato su 5 ragazzi di età media di 25 anni che avevano le ossa del bacino compromesse da un tumore o dal fallimento di una precedente protesi. Le ossa sono state progettate proprio su misura per i pazienti, basandosi su tac e risonanza.

Il Corriere della Sera scrive che i ragazzi sono stati operati per la prima volta all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e ad eseguire gli interventi è stato Davide Donati, direttore dell’Oncologia ortopedica dell’ospedale. L’aver progettato le protesi basandosi sul bacino del paziente ha permesso di ottenere una ricostruzione migliore, che offre maggiori possibilità di una ripresa totale nel camminare, scrive il Corriere della Sera:

“«Oggi si usano già biomateriali come plastica o titanio – ha spiegato Pier Maria Fornasari, direttore della Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli – Il vantaggio della manifattura a 3D è che può stampare negli strati di materiale le cellule del paziente. La cartuccia di materiale per la stampa può contenere cellule del paziente». Questo futuro, fatto di materiale umano mescolato a quello biocompatibile non umano, è davvero imminente: «secondo me ci arriveremo tra sei mesi, un anno»”.

Gli interventi, basati sul “bioprinting”, rappresentano un campo di ricerca nuovo al Rizzoli per un progetto su cui lavorano circa 15 persone, scrive il Corriere della Sera:

5 x 1000

“Grazie a un finanziamento di oltre due milioni di euro da Ministero della Salute e Regione Emilia-Romagna sarà attivata una piattaforma di Bioprinting per la fabbricazione di dispositivi «custom made» fatta tramite l’acquisizione di immagini radiologiche da una Tac Dual Energy. Inevitabile sollecitare a Fornasari il ricordo del futuro descritto da Blade Runner, con «replicanti» costruiti in laboratorio. Ma il ricercatore è sfuggito alle suggestioni: « No, non è Blade Runner. È la medicina che è sempre più vicina alle esigenze del paziente, sempre più `su misura´. Da una parte con la genomica, dall’altra con la produzione di dispositivi o tessuti sempre più adeguati alle necessità chirurgiche del paziente»”.