“Caffè come il fumo: rischio cancro”: etichette obbligatorie in California

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 marzo 2018 0:20 | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2018 0:20
In California il caffè equiparato al fumo per il rischio cancro

In California il caffè equiparato al fumo per il rischio cancro

SAN FRANCISCO – Il caffè come il fumo: può aumentare il rischio cancro. Questa l’avvertenza che le aziende produttrici dovranno mettere in evidenza sulle proprie confezioni in California, dove un giudice ha stabilito l’obbligo di apporre un’etichetta: proprio come sui pacchetti di sigarette.

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Una sentenza senza precedenti che le grandi catene come Starbucks hanno intenzione di contrastare fino in fondo. Sul banco degli imputati c’è l‘acrilammide, una sostanza chimica generata durante la torrefazione ad alte temperature e potenzialmente cancerogena.

Secondo il National Cancer Institute (Nci) il caffè è una delle maggiori fonti di questo composto, così come lo sono le patatine fritte e alcuni tipi di salatini, biscotti, cracker e diversi altri prodotti. La stessa Nci raccomanda di diminuire il tempo di cottura per ridurre il contenuto di acrilamminde nel cibo. Quanto basta per spingere l’associazione non profit The Council for Education and Research on Toxics a fare causa, otto anni fa, a giganti del caffè, per obbligarli ad apporre la scritta che informa i consumatori sui potenziali rischi.

La non profit ha trovato un terreno fertile grazie ad una legge californiana del 1986 ribattezzata Proposition 65 (Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act) che obbliga le aziende ad avvertire i consumatori sulla presenza di alti livelli di una sostanza considerata dannosa. In seguito alla causa alcune aziende hanno già raggiunto un accordo, precedendo il verdetto e cedendo all’uso dell’etichetta. Altre hanno deciso di aspettare facendosi forti del fatto che non esiste un vero e proprio fondamento scientifico che mette in relazione il rischio cancro con l’acrilammide.

Starbucks, una vera e propria istituzione del caffè negli Stati Uniti, per ora mantiene il silenzio sulla sentenza californiana, mentre la National Coffee Association (Nca), l’associazione che raggruppa i produttori, in un comunicato ha sottolineato come le etichette sul rischio cancro possono fuorviare i consumatori. “Secondo le direttive guida dietetiche del governo americano – si legge – il caffè è parte di uno stile di vita salutare”. La decisione del giudice californiano non è comunque definitiva: le aziende avranno tempo fino al 10 aprile per ricorrere in appello.

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