Caldo, farmaci a rischio: come conservare antistaminici, cortisone, antibiotici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2015 11:10 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 11:10
Caldo, farmaci a rischio: come conservare antistaminici, cortisone, antibiotici

Caldo, farmaci a rischio: come conservare antistaminici, cortisone, antibiotici

ROMA – Il grande caldo che nel mese di luglio ha investito l’Italia richiede prudenza anche nella conservazione dei farmaci. Antistaminici, creme al cortisone, antibiotici e la stessa aspirina devono essere conservati al meglio per evitare il rischio di diventare inefficaci o ancor peggio dannosi per la salute.

A stilare la lista dei farmaci a rischio è l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, come riporta Paolo Russo su La Stampa:

“L’elenco delle medicine da usare con cautela è sterminato. Ostacolano ad esempio la sudorazione: antispicotici, anticolinergici (indicati soprattutto per ulcera peptica e gastriti spastiche), antistaminici, medicinali contro il Parkinson, antidepessivi, ansiolitici e rilassanti muscolari. Antipsicotici, antistaminici e la famiglia di quelli contro il Parkinson possono inoltre buttare giù la pressione, che con temperature vicino agli “anta” tende già a deprimersi per conto suo. Danni a reni e stomaco possono derivare da alterazioni di antibiotici e aspirina.

Per effetto del calore le creme a base di idrocortisone possono subire una separazione dei componenti ed essere inefficaci. Non va meglio con antipertensivi e diuretici, che aumentano la disidratazione e fanno scendere la pressione. Infine ci sono le popolari classi di farmaci utilizzati per trattamento di nausea e vomito, disturbi gastrointestinali e incontinenza urinaria, che rischiano di «determinare squilibrio idro-elettrolitico», che tradotto significa ridurre la presenza nel nostro organismo di sostanze importanti come sodio, potassio e cloro, con effetti non proprio benefici per i nostri organi, cuore in testa”.

Giuseppe Timpinella, il direttore della farmacovigilanza dell’Aifa, spiega che nei casi estremi può essere di aiuto rimodulare le terapie con il proprio medico:

“«In tutti gli altri casi basta modificare alcune abitudini riguardo ad esempio assunzione di acqua e sali, ma sempre su indicazione del proprio medico perché le indicazioni variano a seconda della patologia».

Ma quel che più conta, per tutti i medicinali, è la loro corretta conservazione. Per due o tre giorni non succede nulla ma se conservati sopra i 25 gradi per più tempo «se ne riduce notevolmente la data di scadenza». Dove conservarli allora? Il posto peggiore è l’armadietto dei medicinali in bagno, dove abbondano calore e umidità. Meglio un armadio di tela in un ripostiglio, in camera da letto o in un altro luogo comunque lontano da fonti di calore. L’insulina va in frigo, così come tutte le pillole che la confezione indica “conservare a 7-8 gradi”. Per gli altri, consultare il medico e il meteorologo”.