Car-T, ok della Ue alla prima terapia con cellule del paziente addestrate a riconoscere tumori

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 agosto 2018 11:24 | Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2018 13:24
Car-T, ok della Ue alla prima terapia con cellule del paziente addestrate a riconoscere tumori

Car-T, ok della Ue alla prima terapia con cellule del paziente addestrate a riconoscere tumori

BRUXELLES – Si chiama Car-T ed è la prima terapia cellulare al mondo contro il cancro. La cura, che prevede l’uso di cellule del paziente addestrate a riconoscere quelle tumorali, approda anche in Europa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La Commissione Ue ha infatti approvato il tisagenlecleucel, la prima terapia basata su questa tecnica, per due neoplasie.

Il via libera, spiega il comunicato dell’azienda Novartis che l’ha messa a punto, è arrivato per la leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B nei pazienti pediatrici e fino ai 25 anni di età e il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) negli adulti, e in entrambi i casi va usata per le forme che non rispondono alle terapie tradizionali.

Che cos’è la tecnologia Car-T?

Car sta per recettore chimerico dell’antigene (in inglese Chimeric Antigen Receptor) ed è una proteina ibrida sintetica in grado di riconoscere il tumore e di attivare il linfocita T, uno dei componenti fondamentali del nostro sistema immunitario.

La Car-t therapy consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, modificandoli perché riconoscano le cellule tumorali e poi reinfondendoli dopo averli fatti replicare.

Le sperimentazioni in Italia

Attualmente in Italia sono tre i centri in cui sono attivi studi clinici: l’Istituto nazionale dei tumori di Milano con il team capitanato dal professor Paolo Corradini, la Clinica Pediatrica dell’Università di Milano-Bicocca Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (Mbbm) dell’Ospedale San Gerardo di Monza con il gruppo di Andrea Biondi, e il centro di Oncoemtologia diretto da Franco Locatelli presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.