Che tempo che fa, Andrea Crisanti: “Il coronavirus non è mutato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2020 19:50 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2020 0:27
Crisanti, Che tempo che fa

Che tempo che fa, Andrea Crisanti: “Il coronavirus non è mutato”

ROMA – Il coronavirus è mutato? No.

Parola di Andrea Crisanti, il direttore di microbiologia dell’Università di Padova.

“Il virus – ha spiegato Crisanti a Che tempo che fa – si definisce su due parametri: virulenza e R0.

Non vi sono evidenze che sia diminuito né la virulenza né l’R0, quella che è diminuita è la carica infettante.

Si sa che la carica infettante ha un ruolo fondamentale nel determinare il decorso della malattia: se io mi infetto con 10 virus è diverso se io mi infetto con 1 milione di virus, il fatto stesso che adesso usiamo le mascherine in qualche modo diminuisce la carica infettante.

Il virus non è mutato e non è cambiato per nulla, anzi, dal punto di vista ecologico evolutivo, quando un virus entra in una nicchia ecologica che nel caso specifico siamo noi, la cosa più probabile che accada è che il virus aumenti di virulenza”.

Capitolo tamponi.

“Bisogna capire per quali scopi usare i tamponi e fondamentalmente sono 2: uno per la diagnosi, cioè per accertare che una persona con la sintomatologia tipica dell’infezione da Covid 19 sia effettivamente positivo; siccome poi c’è un grosso gruppo di persone che non presentano sintomi e che sono asintomatiche e che sono anche in grado di trasmettere il virus noi non abbiamo nessuno strumento per identificarle se non utilizzare il tampone come misura di sorveglianza attiva.

Se una persona si infetta, questa infezione qualcuno gliela deve aver passata e dobbiamo cercarla nella cerchia dei parenti, degli amici, dei vicini e dei colleghi e per fare questo l’unico modo che abbiamo è fare il tampone, ma non di massa, ma come uno strumento mirato di sorveglianza attiva che diventa tanto più importante in questa fase”. (Fonte: Che tempo che fa).