I cibi scaduti vanno buttati nel cassonetto o si possono mangiare?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2018 5:03 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 18:07
(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

ROMA – I cibi scaduti vanno buttati nel cassonetto o si possono mangiare? La maggior parte delle persone suggerisce la cautela per cui nel Regno Unito all’anno buttano via più di sette milioni di tonnellate di cibo di cui 4,4 potrebbe essere ancora consumato.

Cifra sufficiente a fornire sei pasti a settimana a una famiglia media e risparmiare 700 sterline, 800 euro, l’anno, scrive il Daily Mail.
Uno dei motivi della colossale montagna di rifiuti alimentari è il guazzabuglio di etichette che dicono se qualcosa è ancora commestibile: “da consumare entro il”, “da consumare preferibilmente entro il”, “da consumare preferibilmente prima del”, ecc. Ma qual è il loro significato?
“Consumare entro il” indica una scadenza tassativa, solitamente si riferisce a prodotti freschi come il latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, carni fresche, prodotti della pesca e dell’acquacoltura freschi che deteriorano rapidamente e indica la data di scadenza che consiste in giorno, mese e anno.
“Da consumare preferibilmente entro il”, la data indica il termine minimo di conservazione e si applica per gli alimenti non soggetti a rapida deperibilità e che, una volta scaduti, non vengono considerati pericolosi per la salute ma le loro proprietà organolettiche risultano variate.

Ma spesso i cibi in scatola, la pasta e la farina essiccate quando raggiungono la data segnalata vengono scartati, i consumatori pensano non siano sicuri.
Il Department for Environment, Food and Rural Affairs, la Food Standards Agency e l’ente di beneficienza per i rifiuti Wrap, l’anno scorso hanno introdotto nuove linee guida: le date dovrebbero essere segnalate sugli alimenti che, se conservati troppo a lungo, rappresentano un rischio per la salute.
Eppure, centinaia di migliaia di tonnellate di cibo vengono eliminate inutilmente.
A dicembre, alcune filiali di Co-Op hanno cercato di affrontare il problema vendendo il cibo oltre la data al prezzo di 1 penny, 11 centesimi di euro. FEMAIL ha raccolto i prodotti alimentari invecchiati negli armadietti di varie persone, tra cui un barattolo aperto di 17 chili di peperoncino e una bottiglia di birra che risaliva ai tempi di Blair quando era primo ministro, e li ha mandati in un laboratorio per dei test microbiologici.
Il microbiologo Richard Page, dell’Alliance Technical Laboratories ha esaminato i prodotti, compreso tonno, ananas in scatola, birra, e cercato batteri potenzialmente pericolosi come E.coli, salmonella, listeria e Clostridium perfringens, oltre a lieviti e muffe, che influenzano la qualità del cibo ma non sono necessariamente insicuri mangiare.
“Tutti i prodotti alimentari che abbiamo testato erano perfettamente sicuri da mangiare, non contenevano batteri. La data viene probabilmente segnalata dal produttore per comunicare al consumatore che dopo un certo periodo di tempo c’è un’alterazione del sapore, colore o odore o forse, perché vogliono vendere più confezioni”.
Brian Smith, tecnologo alimentare del Booth Smith Food Technology, afferma che i produttori di alimenti quando impostano la data del “da consumarsi preferibilmente entro il”, in alcuni casi c’è un “un discreto margine di errore”, a volte fino al 50%.
Per cui, mentre per l’etichetta “da consumare entro il” la data di scadenza va rispettata, per quanto riguarda “da consumare preferibilmente entro il” è più indicatore di qualità che un campanello d’allarme per la salute.
Secondo la legge dell’Unione europea, l’indicazione “da consumarsi entro” è obbligatoria su ogni singolo preimballo, a partire dal giorno successivo alla scadenza, i prodotti sono considerati a rischio, a prescindere da ogni sua effettiva e concreta valutazione. La data di scadenza si applica solo ai prodotti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico.
Andrew Parry, consulente speciale per il cibo e le bevande presso WRAP, afferma:”Suggeriamo di mangiare gli alimenti “da consumarsi preferibilmente entro il” nella data suggerita per garantire la massima qualità, ma è importante ricordare che è semplicemente un indicatore di qualità e i prodotti con questa etichetta possono essere tranquillamente consumati dopo la data”.
“Per lattine e barattoli di cibo rimasti nella dispensa per lungo tempo, è necessario assicurarsi che la confezione non sia danneggiata e che i sigilli siano intatti”.