Com’è la terza dose del vaccino? Ilaria Capua: ”L’ho fatta, contenta ma si sente, ve lo dico subito”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Ottobre 2021 15:06 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2021 15:06
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Com’è la terza dose del vaccino? Ilaria Capua: ”L’ho fatta, contenta ma si sente, ve lo dico subito”

Com’è la terza dose del vaccino anti Covid? Ilaria Capua ha risposto in diretta tv, durante la puntata di DiMartedì andata in onda martedì 26 ottobre su La7: ”L’ho fatta, sono contenta ma si sente, ve lo dico subito”. 

Ilaria Capua: “Ho ricevuto la terza dose del vaccino anti Covid. Si sente”

La professoressa Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’università della Florida, era, come ogni martedì, in collegamento dagli Stati Uniti con la trasmissione di Giovanni Floris e ha raccontato: “Ieri ho fatto la cosiddetta terza dose. Insomma, diciamo che si sente, ecco. Quindi è una stimolazione aggiuntiva che avviene per moltissimi tipi di vaccini… Però, insomma, alle persone che adesso si vaccineranno sappiate che si sente: ve lo dico in modo tale che poi dopo non vengano fuori chissà quali storie”, ha avvertito. 

Nel corso della trasmissione, la virologo ha ribadito l’importanza del vaccino per uscire dalla pandemia di Covid: “Sappiamo che cosa dobbiamo fare, adesso che c’è il vaccino dobbiamo vaccinarci”.

Non solo Capua: la terza dose del vaccino anti Covid in Italia

Al momento in Italia la terza dose del vaccino anti Covid viene somministrata alle persone immunocompromesse, al personale sanitario, ai più vulnerabili, al personale e agli ospiti delle Rsa e a tutti coloro che abbiano superato 60 anni d’età e abbiano completato il ciclo vaccianale da almeno sei mesi.

Guido Rasi: “Verificheremo con il tempo se è necessaria per tutti”

Frena il dottor Guido Rasi, ex direttore dell’Ema e consigliere del commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo: “I dati che stiamo accumulando sul campo ci diranno se il decadimento della risposta immunitaria è una prerogativa dei più anziani o se il fenomeno coinvolge i cinquantenni e le classi d’età inferiori. C’è tempo per verificare se anche questa popolazione è esposta al contagio dopo aver ricevuto il ciclo completo”.

Il decadimento delle difese immunitarie, continua, “non significa perdere le difese, ma che queste difese tendono ad abbassarsi. Anche infettandoci, non rischiamo comunque di ammalarci delle forme severe di Covid-19 e di finire in ospedale. Ricordiamo poi che la produzione di anticorpi avviene sotto lo stimolo del virus. Il sistema immunitario è una macchina prodigiosa e sa bene quando è il momento di mettersi in azione. È dotato di memoria, sa reagire di fronte all’attacco del Sars-CoV-2 e chiama a raccolta gli anticorpi”.