Contagi, i cattivi esempi: spot senza mascherine, abbracci in Parlamento e in campo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2020 11:39 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2020 11:39
Positivi alla Lazio. La Asl: "Non ci hanno detto chi e quanti". Chi controlla la quarantena?

Positivi alla Lazio. La Asl: “Non ci hanno detto chi e quanti”. Chi controlla la quarantena? (Foto Ansa)

Contagi e cattivi esempi contagiosi. Contagiosi sia in senso clinico sia in senso, soprattutto, culturale.

Contagi, cattivi esempi quotidiani. Dotati della massima capacità di diffusione. Quotidiana pedagogia all’errore. Quotidiana lezione a far finta di nulla, come se contagio non ci fosse.

CONTAGI, I CATTIVI ESEMPI: PUBBLICITA’ SENZA MASCHERINA

Pubblicità, massimamente gli spot in tv. Passi per qualche claim decisamente contro mano. Inviti alla ri-partenza, inni al ri-possiamo pensati e messi in forma di spot quando tirava altra aria, altra era la realtà. Passi per l’incapacità, la non prontezza (il danno economico) dell’aggiornare i proprio messaggi e inviti al consumo. Passi per ilo contro mano e il contro tempo. Ma anche il contro senso?

Nella pubblicità, negli spot e nelle mini fiction che costituiscono la pubblicità in tv non si vede una mascherina che è una. L’umanità che compra, consuma, vive nella pubblicità in tv è senza mascherina. E non sono vecchi spot, sono spot fabbricati e voluti oggi senza mascherina. Per non deprimere il messaggio, certo. Il messaggio di acquisto e consumo. Ma quanto regge l’infingimento fosse anche a fin di bene dell’acquisto e del consumo?

E non ci sarà in questo svestire la realtà della mascherina un effetto collaterale? Appunto non ci sarà un sia pure involontario cattivo esempio? Cattivo esempio martellante e massiccio a non indossare la mascherina. O meglio, messaggio chiaro e netto quanto sbagliato che la mascherina si stato d’eccezione, stato di tristezza, stato che dura poco, stato di cui ti liberi non appena sei contento e sereno come in uno spot?

ABBRACCI IN PARLAMENTO

Sono sempre, anzi non da sempre ma da molto tempo ormai, un po’, anzi decisamente ridicoli. Un senatore o un deputato mette insieme ed espone a voce in aula alcune banalità, aggiunge invettive, mostra fattezze indignate, toni da pulpito e grammatica e sintassi da scuola media non digerita e i suoi colleghi e compagni di partito lo abbracciano e baciano come fosse Cicerone o Cavour o Churchill che hanno appena finito di parlare. Ridicoli, patetici e ora anche cattivo esempio. Abbracciarsi e per di più inutilmente, senza reale motivo, senza reale pathos e per di più nelle aule del Parlamento. Abbracci sciocchi da parte di sciocchi.

ABBRACCI IN CAMPO

Qualche elemento di pathos in più c’è per gli abbracci in campo tra calciatori e tra calciatori e allenatori e seduti in panchina vari. C’è, ci sarebbe il pathos del gol. Ma dovrebbero essere adulti e tenersi. Però non lo fanno, nessuno lo fa. Si sentono invulnerabili per diritto calcistico (fino a che qualcuno di loro non si ammalerà di brutto). Si sentono soprattutto come da antica e consolidata tradizione, esentati dagli obblighi riservati alla gente comune. Quindi quasi ogni sera in tv gli abbracci del calcio, gli abbracci in campo. Non un crimine, peggio. Un errore testardo e pigro, un cattivo esempio come abitudine.